C-Cinque + 1 – Scilla Bonfglioli

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1. Ciao. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ciao, Salvatore! Intanto grazie per avermi invitato in questo spazio, che apprezzo ogni volta di più a ogni uscita. In terza elementare ho cercato di scrivere il romanzo numero 8 della saga di “Vampiretto” (che allora contava sette volumetti). Era bellissimo. Non mi ricordo di cosa parlava, ma mi ricordo che era bellissimo. Dovrai fidarti della mia parola. Da lì non ho più smesso, né di scrivere, né di leggere: “Vampiretto” mi ha iniziata al genere horror (era più spaventoso di tanta roba per adulti che si spaccia per tale) e Salgari ha fatto il resto. Adesso sono una lettrice piuttosto onnivora. In questo periodo mi godo molto thriller e romanzi d’azione. Che è poi quello che in genere scrivo ultimamente.

2. Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché?

Tra tutte le cose! È difficilissimo. Però, se devo dare un consiglio spassionato, direi di aspettarmi in edicola questo novembre perché, in coda al Giallo Mondadori numero 7173, uscirà il mio racconto “Non si uccidono i Dodi”, vincitore del Premio Gran Giallo città di Cattolica 2018. Sono emozionata e orgogliosa di questa uscita e forse al momento è la cosa più rappresentativa da leggere. …Se poi qualcuno non resiste, certo, c’è tutto il resto da recuperare!

3. Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Scriverescriverescrivere e leggereleggereleggere sono i sempreverdi che avranno consigliato tutti. E a ragione. Ma per me, la cosa più importante che ha cambiato tutto il mio approccio a questo bellissimo gioco/mestiere che è la scrittura, è stato capire davvero che non bisogna scrivere per se stessi, ma per gli altri. Con la testa è facile intuirlo, ma metterlo in pratica cambia tutto. Si tratta di essere generosi e andare a scrivere quello che piace a qualcun altro, non a te. O meglio, non solo a te. È come quando si cerca un regalo speciale per qualcuno.

4. Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Sono impegnata in un paio di progetti che spero vedano la luce presto, tra cui un romanzo per Mondadori Segretissimo che ho appena ultimato e a cui tengo molto: si tratta del seguito del racconto “Un Ombra sulla Luna” che ha vinto il Premio Segretissimo l’anno scorso. Per i prossimi progetti, vorrei scrivere qualcosa che avesse per protagonisti mostri, dei ed eroi, ma soprattutto mostri. Adoro i mostri.

5. Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Ce ne sono talmente tanti. Sei bravissimo con le domande difficili. Tra tutti, però, andrei da Arthur Rimbaud. Prima che compisse diciannove anni, però. Prima che diventasse un mercante d’armi in Africa, prima che se ne andasse urlando: “merde a la littérature!”. Gli direi che è ancora una parte importante del mio cuore e la sua eredità, quella storia di creare con le parole il “disordine ragionato dei sensi”, io ci ho provato a raccoglierla, ma è troppo difficile. Non che mi arrenda, ma è davvero difficile. O magari mi piacerebbe incontrarlo anche dopo, quando già viaggiava nei deserti africani. Gli chiederei di mostrarmi i suoi versi per la luna di Harar, quelli che in teoria non ha mai scritto, ma io sono sicura di sì. Non li farei leggere a nessuno, li terrei solo per me, dico davvero.

5+1. Raccontati in un racconto – hai max 1000 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Scilla era una ninfa dagli occhi verdi, figlia di Forco e di Ceto. Tra le cose che più amava, c’era andare sulla spiaggia per fare il bagno tra le onde del mare. Una sera, vide uscire dall’acqua Glauco, figlio di Poseidone, che un tempo era stato un uomo mortale, ma ormai era un dio metà uomo e metà pesce. Spaventata, Scilla scappò in cima agli scogli e Glauco le corse dietro, urlando il suo amore per lei. Scilla però fuggì, lasciandolo solo con il suo dolore. La maga del mare, gelosa, versò un filtro blu tra le onde sulla battigia e quando Scilla tornò a fare il bagno si vide crescere dall’ombelico in giù una grande coda di pesce e molte altre gambe di forma serpentina.

Da quel giorno si affaccia alla finestra, o solo sugli scogli, per guardare chi arriva.

Buongiorno, signora!” saluta, dal davanzale. Oppure sorride al postino che arriva nel cortile. “Buongiorno, Scilla!” la salutano indietro, con un sorriso.

Affacciata alla finestra, sembra una persona come tutte le altre. Nessuno sa di tutte le sue squamose code di pesce nascoste.

Grazie.

Grazie a te, Salvatore, per lo spazio che mi hai voluto dedicare. E grazie a tutti quelli che hanno letto fin qui. È un onore poter contribuire alla tua rubrica e parlare dalle tue pagine. Abbraccio forte te e tutti i tuoi lettori. Anche con le code di pesce.

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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