C-Scuola di scrittura – Esercizi di stile – La finestra – i risultati

C-Scuola di scrittura – esercizi utili…

Esercizi di stile… i risultati (6bis)

LA FINESTRA

LA FINESTRA, intesa come oggetto materiale, ma anche come entità astratta, una finestra sul cuore, una fiestra che parla, che prova sentimenti, una finestra che vede, una finestra attraverso la quale si vede.

Dentro, fuori o attraverso LA FINESTRA gli esercizi di stile pervenuti hanno creato storie a volte simili tra loro, altre invece opposte, hanno aperto le ante su mondi diversi, affacciati sulle vite dei protagonisti, coccolate o turbate dai loro sentimenti.

Ma senza voler anticipare troppo, vi ricordiamo solo che il meccanismo è sempre lo stesso, le regole sono state semplici, inserire tutti gli elementi indicati nella sezione “paletti” compresa la frase obbligatoria. Sottile come un soffio (frase obbligatoria), Piena (parola obbligatoria), Amico (parola obbligatoria), Sasso (parola obbligatoria).

Nessun altro vincolo di genere se non il buon gusto e le 1.000 battute.

Ricordo, come sempre, che i partecipanti, da oggi sono diventati a tutti gli effetti degli “scrittori stilosi” e possono fare sfoggio del logo “CStyle member“.

Ma senza ulteriori indugi ecco qua sotto la nostra personalissima graduatoria assieme ai testi degli esercizi di stile pervenuti.

Buone letture a tutti!

1° posto

LA FINESTRA

di Gioia Monte

2° posto ex aequo

UN’ALTRA GIORNATA DI SOLE

di Stefania Fiorin

LA FINESTRA

di Miriam Donati

3° posto ex aequo

LA FINESTRA

di Anna Chiara Primavera

SILENZIO BIANCO

di Elisa Dellambra

A seguire…

LA FINESTRA

di Luisa Lippi

UNA FINESTRA SUL MALE

di Lisa Cammelli

GIOCO

di Angela Colapinto

LA FINESTRA SULLA STRADA

di Gabriele Marchi

IL GIOCO DELLA FINESTRA

di Serena Barsottelli

MARRAKECH

di Angela Catilini

LA FINESTRA

di Emanuela Rossi

E sopratutto ecco qua sotto i testi completi degli Esercizi di Stile che hanno partecipato…

LA FINESTRA

di Gioia Monte

– Apri la finestra!

– Chiudi quella finestra!

– Ho caldo, posso aprire?

– Fa un freddo becco, chiudi subito!

Allora, ragazzi miei, decidiamoci. Sono stanca di sottostare sempre ai vostri ordini. Sono piena di dolori, ormai cigolo a più non posso. Ricordo bene quella volta che provaste a rimettere insieme i miei cardini, spingendoli con un sasso. Fu atroce. Per poco, quel bullo dell’amico della porta accanto non mi ruppe anche il vetro. Con la mano piena lo spinse così forte che scricchiolò. Stetti proprio male, malissimo. Si formò una crepa, sottile come un soffio della ragazza. Già, proprio lei, quella morettina con le treccine che mi accarezzava sempre. Il suo alito scaldava il vetro, poi, piano piano, ci passava un dito. Disegnava, alitava ancora, continuava. Mi sentivo bene quando lei era qui, vicino a me. Sembrava non desiderasse altro che coccolarmi. Fino a quel giorno. Mi diede una manata, violenta. Sbattei, le mie lacrime di vetro.

Soffrii, non quanto lei. Fuggì e non tornò mai più.

UN’ALTRA GIORNATA DI SOLE

di Stefania Fiorin

Karl si alzò dal letto.

Dalla tapparella abbassata penetrava una lama di luce sottile come un soffio che lo infastidiva. Serrò meglio.

Accese la lampada con la base in sasso.

“Un’altra giornata piena di sole. Ve la godete, eh? Bastardi, gente di merda!

Passeggiate, correte, ridete. Vi venisse la dissenteria fulminante! Voglio pioggia, nebbia, neve. Mi prude la pelle solo al pensiero del sole”

Sollevò la casacca e grattò il ventre latteo.

“Azz! Mi piacerebbe uscire, anziché aspettare le nuvole. Soffoco, qui! Ho bisogno d’aria. Sono stufo, non ne posso più di respirare polvere e muffa. Vorrei andarmene. È vero, non sono prigioniero. La porta è aperta; sono io a chiuderla. Potrei uscire, sì, ma bardato come una maschera di carnevale. Sai che ridere? E poi, conosco quello che mi aspetterebbe… le solite scene: occhi che scrutano, sguardi allibiti, bambini impauriti”

– Ehi, amico, mai visto un albino cattivo? Eccolo. E ora ti mangiooo!

LA FINESTRA

di Miriam Donati

Lo sguardo mi si spalma addosso, non mi lascia più. Non si è perso un dettaglio dell’abbigliamento, né dei passi frenetici del mattino per il perenne ritardo, né di quelli stanchi, svogliati della sera.

Amico o nemico? In ogni caso inquietante.

Il movimento rapido della tendina scostata, sottile come un soffio è frequente nonostante i trafori del pizzo permettano di cogliere ogni minuzia: ieri il mascara sbavato dalle lacrime asciugate in fretta dopo l’ennesima lite e oggi chissà se occhiali da sole e fondo tinta saranno sufficienti a coprire il livido sullo zigomo.

Al diavolo la maledetta impicciona e la maledetta finestra alla quale tirerei volentieri un sasso!

Incurante della vedetta, torno sui miei passi rapida e leggera per approfittare dell’assenza momentanea di Luca.

Ho deciso: mi riprendo la mia vita.

Sulla soglia invece la sberla arriva in piena faccia e il pugno centra diretto la pancia.

Piegata, mi accorgo dello spostamento della tendina.

Benedetta finestra, sei la mia salvezza!

LA FINESTRA

di Anna Chiara Primavera

Mi sento come una finestra rotta, serrata, isolata.

Una finestra chiusa a nuove esperienze, piena di paura nell’affrontarle.

Mi sento come una finestra fitta di ombre che passano riflesse sul vetro, senza sostare. Meri ricordi privi di consistenza.

Una finestra alla quale hanno rotto il vetro con un sasso sperando nella libertà.

Mi sento come una finestra che lascia passare fra le sue fessure, sottile come un soffio, il vento amico della morte.

SILENZIO BIANCO

di Elisa Dellambra

C’era un’energia frizzante nella piazza già dalle prime ore del mattino, si spandeva tra le vie come una dolce melodia. Si udivano rosse grida di bambini in saluto alle mamme, grigie voci di anziani in richiamo ai cuccioli, gialle risate di turisti in vacanza, verde calpestio di sportivi già in allenamento e arancioni sussurri di ragazzette in amore. E poi c’era lei, silenzio bianco, che dall’alto del suo appartamento osservava quella tavolozza di colori. Si nascondeva dagli sguardi altrui dietro la cornice della sua finestra, una lente di vetro sottile come un soffio, a farle da scudo. E da lassù sognava. Viveva nelle vite dei passanti, a suo piacimento. E come un bambino di fronte a un minestrone, sceglieva. Via la rabbia, via la tristezza, via la paura, via l’amore. Solo felicità. E così si illudeva che quella finestra fosse la soluzione a una vita piena di delusioni, non capendo che l’acqua di un lago ristagna senza un amico pronto a gettare un sasso in acqua, ogni tanto.

LA FINESTRA

di Luisa Lippi

Quante cose vedo!

Sono sempre spalancata sul mondo, aperta alla quotidianità e alle novità. Sono un occhio vigile e attento, spesso curioso, pronto a catturare ogni movimento.

Però…

C’è un però.

Posso vedere, ma non posso parlare.

E così non ho potuto aiutarti amica mia quella volta che ho udito la tua voce, sottile come un soffio, che lo implorava di lasciarti stare.

La luna era piena e i suoi raggi filtravano attraverso il mio vetro frantumato, illuminando il pavimento dove tu eri scivolata con il telefono stretto tra le mani.

Il sasso che mi aveva spaccato era lì per terra, insieme alle schegge che avevano trafitto a sangue il tuo volto.

Non ho potuto prendermi cura di te. Eppure lo avevo visto, là fuori in strada, quello che una volta credevi fosse tuo amico

Guardava verso di me con occhi folli nella speranza di vederti, di incrociare i tuoi occhi e trasmetterti il suo amore malato.

Avevo capito il pericolo, ma io purtroppo non posso rivelare nulla, posso solo riflettere…

UNA FINESTRA SUL MALE

di Lisa Cammelli

Se dovessi descrivermi con una parola, direi “sasso”. Freddo, immobile, pesante, è così che mi sento. Io che per le donne sono solo un amico, e per gli amici uno sfigato, ormai nutro odio e rancore verso tutti. Mi guardo allo specchio come se spiassi un altro attraverso una finestra, e quel che vedo mi spaventa. Scorgo un folle con un rasoio da barba in mano, sopraffatto dalla rabbia e travolto da essa come un fiume in piena. Un uomo pervaso da un male che rende vuoti e freddi, ma feroci; che non attacca il corpo, ma l’anima. Proprio come un sasso, inerme ma anche letale, basterebbe scagliarlo con forza sulle loro teste per avere vendetta. Il loro sangue imbratterà le sue mani e sarà il giusto trofeo. Adesso però è tardi, chiudo le imposte sul tizio col mio volto e indosso un sorriso, la mia maschera di normalità. Domani, forse, avrò il coraggio di essere quell’uomo e di varcare il confine, sottile come un soffio, tra follia e ragione. Oggi, però, faccio il nodo alla cravatta ed esco.

GIOCO

di Angela Colapinto

Quando dipingi non pensare a quello che stai dipingendo, guarda solo i colori. Gli

oggetti, i volti, i capelli, tutto è fatto di macchie di colore. È questo che dà loro una forma. E io avevo provato a dipingere la mia morte, perché non riuscivo a trovarle una forma. Una finestra dai colori così tenui da fondersi con il paesaggio, un vetro sottile come un soffio a muovere l’erba che avrei calpestato e fuori di nuovo io. Ho un sasso in mano, mi chiamo, vorrei raggiungermi. La tela è piena, resto nascosta dietro le tende così non mi vedrò.

Posso aggiungere le persiane anche se il quadro è finito?

È a olio, il colore a olio mi è amico, mi consente di sovrapporre più strati. Prendo i tubetti che mi servono per creare un azzurro che richiami il cielo e lo faccio diventare legno, lo faccio diventare macchie di colore. Ho paura che quella stoffa bianca non sia sufficiente adesso che fuori sta facendo notte, la mia ombra potrebbe tradire la mia presenza e mandare in frantumi il nostro gioco.

LA FINESTRA SULLA STRADA

di Gabriele Marchi

Erano ormai le tre di notte e ancora non riusciva a prendere sonno. Se ne stava alla finestra della camera, seduta su una vecchia sedia a guardare la città.

La strada era deserta. Un lampione funzionava male, la sua luce intermittente le dava fastidio. Un cane randagio attraversò la strada, annusò il lampione e alzò la gamba. Poi se ne andò.

Bravo amico, pensò lei.

La strada era di nuovo deserta. La luna piena la investiva di una luce irreale.

Dove erano finiti tutti?

«Dove siete?» disse, ma la sua voce uscì flebile, sottile come un soffio.

Continuò a osservare dalla finestra quella città che sembrava così distante.

Finalmente sbadigliò.

Sotto le coperte si addormentò quasi subito. Dormì di un sonno irrequieto, pieno di sogni turbolenti.

Poi sognò un sasso, una pietra pesante e lucente che rompeva la maledetta finestra, facendo finalmente entrare aria fresca e pura.

Si svegliò. Era ancora buio.

Si alzò e andò alla finestra. La spalancò e fece entrare il freddo della notte.

IL GIOCO DELLA FINESTRA

di Serena Barsottelli

È iniziato come vento, sottile come un soffio, costante, non taciuto. Nascosto sotto le coperte ho capito che era arrivato il demone del gioco della finestra.

L’avevo chiamato io, a mezzanotte, senza crederci davvero.

Cerca di capire se sto dormendo, per questo devo restare fermo, nel mio letto, e non rotolare giù come il sasso che ha appena lanciato contro il vetro. L’ha rotto, l’ho sentito andare in frantumi, e la voce che sento è affabile, come quella di un amico, quasi commuovente. Mi chiama, mi chiede aiuto: è rimasto intrappolato dentro il tronco dell’albero, quello che disegna ombre nella mia camera. Ha bisogno di me e del mio coraggio.

Resto fermo, conto fino a mille e poi riparto da uno. La finestra con il suo vetro rotto è sempre lì, sento l’aria piena di gelo filtrare dal buco.

I rumori sono fermi, anche la voce non c’è più. Ho contato fino a mille per sei volte, ora posso essere tranquillo. Libero la testa dalle coperte, e il suo volto è l’ultima cosa che vedo.

MARRAKECH

di Angela Catilini

Da quando aveva visitato la Medina, si era fatto pensieroso. Il suo amico attribuiva la cosa alla stanchezza, visto che non era più molto giovane, ma non era così. Serpeggiava in lui un’inquietudine, sottile come un soffio, ma presente. Durante la strada piena di ambulanti che trasportavano i sacchi con le loro merci, aveva incontrato il viso di una donna ed era rimasto colpito. Era in una torre che sembrava fatta di alabastro, dietro una finestra chiusa con le grate, il viso nascosto dal velo. Si vedeva solo un occhio. Un occhio triste, come se ci fosse finito dentro tutto il dolore del mondo. Si erano scambiati solo sguardi, ma da quel momento Nando sembrava un altro e il suo amico cominciava a diventare nervoso, in fondo, erano andati lì per divertirsi. Un giorno prese un sasso e raggiunse quel palazzo che svettava tra gli altri. Voleva tirarlo verso la finestra, ma bastò uno sguardo, un solo occhio per togliergli il sonno. Quella donna aveva il

potere di risvegliare le coscienze.

LA FINESTRA

di Emanuela Rossi

Quella notte c’era la luna piena e lei passeggiava con un amico sulla sponda del lago, in silenzio.

Era felice perché aveva avuto una bellissima notizia e voleva condividerla con lui perché, come sempre, riusciva ad aprire la finestra del suo cuore lasciando che lui vi leggesse dentro.

Lanciava un sasso dopo l’altro nell’acqua e osservava: cinque cerchi era un si, tre cerchi era un no, era il loro modo d’intendersi.

Parlavano così per lunghe ore, senza parole, senza suoni; sottile come un soffio udiva il suo silenzio, sottile come un soffio sentiva il suo abbraccio e le sembrava vero come non mai.

La notte accompagnava i loro pensieri e la luna illuminava il loro cammino lungo la sponda del lago, abbracciati in silenzio.

Poi l’alba. Con il dolce risveglio anche il rammarico per quel sogno e la consapevolezza che lui non sarebbe più stato lì sulla sponda del lago, sottile come un soffio se n’era andato.

Quella notte c’era la luna piena e nel suo cuore solo i ricordi.

Concludiamo come sempre con un ultimo accenno agli scrittori stilosi, che possono vantarsi di essere inseriti nell’albo d’oro degli scrittori stilosi e possono fare sfoggio del nostro bellissimo logo! ;)

 

Buone letture e buone scritture a tutti!

Lo staff di CSide Writer

CStyle member… l’albo d’oro degli scrittori stilosi !

Nr.
Autore
(Nome Cognome/pseudonimo)
Numero di partecipazioni
1 Gioia Monte 6
2 Luisa Lippi 5
3 M.R. Del Ciello 4
4 Miriam Donati 4
5 Serena Barsottelli 4
6 Angela Catalini 3
7 Enrico Lagaritti 3
8 Germana Meli, gemadame 3
9 M. Emanuela Rossi 3
10 Riccardo Carli Ballola 3
11 Anna Chiara Primavera 2
12 Emilia Cinzia Perri 2
13 Pietro Lisone 2
14 Saliente 2
15 Salvatore Stefanelli 2
16 Sonia Barsanti 2
17 Stefania Fiorin 2
18 Angela Colapinto 1
19 Anna Maria Castoldi 1
20 Antonella Salamone 1
21 Claudia Tinelli 1
22 Elena Coppari 1
23 Elisa Dellambra 1
24 Emma Cannavale 1
25 Francesca Rosaria Riso 1
26 Gabriele Marchi 1
27 Giancarmine Trotta 1
28 Laerta G. 1
29 Laura Giovane 1
30 Lisa Cammelli 1
31 Luca Buontempo 1
32 Marco Faré 1
33 Maria Concetta Distefano 1
34 Naila Carlisi 1
35 Oscar Simi 1
36 Paolo Facco 1
37 Sara Bernabeo 1
38 Valentina Conti 1
39 Valeria Barbera a.k.a. Recenso 1

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...