Il settimo peccato – Carlo A. Martigli

C-BookLe recensioni (277)

IL SETTIMO PECCATO

Carlo A. Martigli

(Mondadori)

Il lato A (la copertina)

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Ci sono libri che emozionano e libri che vanno oltre le emozioni, che affondano le basi del racconto non solo nella capacità di raccontare, ma di proporre la storia attraverso la curiosità di una trama e attraverso la curiosità dei dettagli. Carlo A. Martigli si rivela ancora una volta uno scrittore pieno, colto e capace di trasmettere quella complessa alchimia di sapere condita dalla fantasia del romanzo, dando giustizia all’uno esaltando l’altro e viceversa. Ci sono infiniti dettagli che si posso apprezzare, a partire dalle citazioni fino ad arrivare all’utilizzo romanzato delle opere d’arte per arrivare poi a quella parte d’indagine tipica del giallo più puro. Basti sapere che il libro racconta di una Venezia nei giorni del carnevale, racconta di presunte opere blasfeme vergate dal pittore Hyeronimus Bosch, racconta di efferati delitti che sembrano ricalcare i stette vizi capitali. Ma se Venezia e i suoi usi e costumi sono raccontati in maniera sapiente, e accattivante, non è da meno la figura di Martino da Barga, un frate dalla conoscenza che va oltre i dogmi della religione cristiana, che fonde la saggezza con il sapere e concede al lettore non solo degli spunti di riflessione ma anche dei piacevoli collegamenti ad altre storie già raccontate.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Il vero peccato è l’ottavo… ma vi toccherà leggere il libro per scoprirlo!

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

Tratto da pag. 54

La malizia, come è noto, è solo negli occhi di guarda”

Tratto da pag. 272

O troppo stolto o, fingendo di non sapere, troppo furbo: estremi che si toccano”

Tratto da pag. 357

Se a una donna servono quindici anni per fare di suo figlio un uomo, a un’altra basta lo scorrere di quindici granelli di sabbia in una clessidra per farne un’idiota”

cc CSide Writer – Marco Ischia

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