C-Cinque + 1 – Specialissime – Naila di Mondo9

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + una (all’incirca) di Dario Tonani

Vi dà fastidio il sole?”.

Alzo lo sguardo dal taccuino e mi aggiusto maldestramente gli occhiali sul naso. Il Voi mi sorprende, so che i comandanti lo riservano agli Avvelenatori con i quali di solito non corre buon sangue. Dovrò usarlo anch’io? “No affatto, solo che i riflessi sulla carta…”. Lascio perdere e cambio registro, sparando la prima delle cinque domande che abbiamo concordato: “Un capitano-donna, l’unico su Mondo9… Che effetto le fa?”

Naila fa spaziare lo sguardo lungo la rada. Quando comincia a parlare sembra voler partire da lontano, senza alcuna incertezza nel tono di voce. “Niente arriva per caso. Neppure nel deserto. Non ho usurpato il ruolo di nessuno. Da piccola giocavo soltanto coi maschi, costruivamo navi di rottami e cartone pressato che spingevamo a braccia su per le dune per poi lanciarle in discesa, con al timone uno solo di noi. A turno toccava a tutti, anche ai più piccoli salire al posto del timoniere e vivere l’ebbrezza di essere comandanti per una manciata di secondi. Ma a me, l’unica femmina, concedevano un turno su quattro. Il più delle volte arrancavo spingendo su per le dune, e il mio turno non arrivava mai. Qualsiasi scusa era buona per far salire un altro…”. Si ferma di colpo per osservarsi le mani. “Credo che sia stato allora che ho deciso di salire su una nave vera a prendermi il posto che mi spettava per tutte le volte che me lo avevano negato ingiustamente”.

Aspetto di capire se ha qualcos’altro da aggiungere, ma i suoi occhi tornano a scrutare le dune. “Com’è il lavoro di comandante, che spazio ha per se stessa?”.

Spazio? Ma lo vede? Non è lo spazio, né il tempo che mancano a un comandante. Guardatevi intorno. Che cosa vi sembra possa mancare?”.

Osservo anch’io: il deserto e poi la nave, i suoi comignoli che puntano verso un cielo vuoto color latte cagliato. “Me lo dica lei”.

Sorride, un’espressione amara le increspa le labbra. “Ovunque posate gli occhi non vedete che solitudine, solitudine sconfinata. All’ennesima potenza. È questo che fa un comandante, soprattutto se donna: convivere con la solitudine”.

Ci sarà qualcosa che la inorgoglisce? Che le dà la forza ogni mattina…”.

Lasciate che ve lo dica, voi non osservate abbastanza. Vi sembro una donna senza orgoglio, un sole spento? Ho la mia nave, il mio equipaggio, una rotta da seguire ogni giorno. E un paio di persone care…”. Si accarezza dolcemente il grembo. “Più una terza in arrivo…”.

Abbasso la fronte, vorrei seguire i miei appunti, ma proprio non ci riesco. La donna che mi sta di fronte emana un calore e una forza a cui non mi sento preparato. “Mi scusi, ma una creatura… in arrivo? Su questo mondo, con il mestiere che fa…”.

Mi scruta negli occhi. “Credete che non ci abbia pensato? Un comandante non pensa, agisce!” m’incalza facendomi il verso. Ma la sua provocazione finisce lì. “Mia figlia partirà da una duna più alta della mia, e sarò io a portarla in cima. È lì che la mia vita e la mia solitudine mi portano ogni giorno. Vi pare poco?”.

Scuoto la testa, sinceramente impressionato. Ero pronto a incontrare un fenomeno, un unicum, ma mi trovo al cospetto di una donna come molte altre, ma che in qualche modo le rappresenta e le racchiude tutte. La sua forza è non perdersi tra mille eccezionalità diverse. “Un’ultima domanda, poi sinceramente vorrei spostarmi all’ombra, se non le dispiace. Il sole mi ha cotto. La sua nave… siete due femmine: su Mondo9 è un fatto anomalo, che non si è mai verificato nella storia. Com’è il vostro rapporto?”.

Naila ride di gusto. È la prima volta da quando sono salito a bordo della sua Syraqq. “Che cosa la diverte tanto?”.

Con questa sono sei domande, se n’è accorto? Non erano questi i patti. Risponderò volentieri solo all’ultima: voi siete un uomo fatto e finito, pensate che due femmine possano andare d’accordo solo a parole, ma sotto sotto si disputino ogni cosa. Non me ne voglia, è questo che mi fa ridere. Dovrebbe fare l’Avvelenatore anziché il cronista, pasticciare con pozioni e ingredienti di cui conosce ogni proprietà nel dettaglio. E non mettere mai un briciolo di fantasia e imprevedibilità”. Si alza, per congedarmi. L’incontro è finito. “L’accompagno all’ombra, ne ha bisogno…”.

Dario Tonani

 

cc  CSide Writer – Dario Tonani   

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