C-Cinque + 1 – Oriana Ramunno

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1. Ciao. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Scrivo… dalle elementari. Tempo fa mia madre ha ritrovato uno scatolone polveroso, con dei vecchi quaderni e delle storie illustrate. Un vero tuffo nel passato dal sapore malinconico. La passione per la scrittura devo averla ereditata da mia zia Maria Antonietta: la vedevo impegnata su una vecchia macchina da scrivere; lavorava nella biblioteca di paese e mi ha dato in prestito il mio primo libro, il GGG. Col tempo la scrittura è stata sostituita da altri interessi. Il teatro e il disegno, per esempio. Per un bel po’ ho messo da parte la penna per riprenderla solo qualche anno fa, quando ripartendo da dilettante mi sono resa conto di quanto studio e dedizione avesse bisogno la scrittura. Mi sono esercitata con il fantasy, la fantascienza, lo storico, ma devo dire che è col giallo che ho trovato – almeno per ora – un ambiente a me confortevole. Per la lettura, invece, non mi pongo limiti.

2. Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché?

L’amore malato” tratto dallo speciale “Amori malati” (GIALLO MONDADORI). Parla di un tema scottante, quello del femminicidio e delle discriminazioni di genere. Ho dovuto sondare un terreno che mi era sconosciuto e sono stata messa davanti a una cruda realtà: i mostri e le vittime sono alla porta accanto e l’omicidio è solo il triste epilogo di una serie di violenze, fisiche e psicologiche, altrettanto brutali. Lo consiglio anche per la protagonista, che ormai è un pezzo del mio cuore: Emma Acciaio, con la sua testa calva e poco femminile, la scorza dura come il metallo e un interno fragile. Spero di poter scrivere ancora di lei, in futuro.

3. Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

Leggere tanto, studiare e non considerare mai perfetta la propria opera. Quando rileggo qualcosa a distanza di tempo, la riscriverei da zero e questo è positivo perché mi fa capire che nel frattempo sono migliorata e che posso fare un altro passo per perfezionarmi. Saper vedere i propri difetti è l’unico modo per correggersi, e a volte vale la pena ricorrere a un buon editing per capire i propri errori. Un altro consiglio è quello di osservare con attenzione il mondo, ascoltare le persone (a me piace soprattutto sentire le storie degli anziani, sono una fonte inesauribile di emozioni e informazioni), imparare a soffermarsi sui particolari, anche quelli più insignificanti, e prenderne nota: sono tutte cose (che)finiscono nei nostri scritti e che rendono più vivido il mondo che creiamo su carta. Un ultimo consiglio, sperimentato in passato sulla mia pellaccia, è non avere mai fretta e lasciar passare del tempo prima di rileggere un’opera, lasciandola decantare a dovere come un buon vino.

4. Cosa stai scrivendo in questo periodo o, cosa vorresti scrivere?

Ho appena terminato due gialli e uno storico. Nel frattempo, mi concedo un mese di pausa in vista dell’arrivo del mio terzo bambino (a proposito, ho scritto e illustrato anche delle fiabe che non mi dispiacerebbe vedere stampate).

5. Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Ce ne sono tanti, ma ne devo scegliere uno. Quindi, Oriana Fallaci. Giusto per dirle che se mi chiamo così è perché i miei genitori stavano leggendo “Un uomo” durante la gravidanza. È il mio primo, primissimo libro con dedica da parte di mio padre.

5+1. Raccontati in un racconto – hai max 1000 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Sai cosa significa ronin? – domandò il vecchio samurai.

La balena scosse la testa, incuriosita.

Significa uomo onda. È per questo che io e te siamo amici.

Il ronin sorrise e si riscaldò al fuoco che ardeva sulla battigia. Poi cominciò a parlare e lo fece per tutta la notte.

Raccontò tante cose.

Per esempio, che l’anima di un samurai risiede nella spada. Raccontò di come viene forgiata e di come un samurai deve curarla. Ogni sera, prima di andare a dormire, il ronin puliva la sua con un panno leggero, imbevuto di olio di garofano. Il vecchio raccontò anche che la spada diventa più bella man mano che passa il tempo. E che, questo, è un principio che vale per tutte le cose.

Grazie Oriana per esserci stata, nonostante il lieto evento in arrivo, e per quanto ci hai detto. Ti abbraccio.

Grazie a te, Salvatore!

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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