C-Incontri – le interviste – Alberto Odone

C-Incontri  Le interviste (125)

 

Oggi su CSide Writer abbiamo il piacere d’incontrare Alberto Odone che con il suo “La meccanica del delitto” si è aggiudicato il premio Tedeschi e la pubblicazione sul nr. 28 ORO de “Il Giallo Mondadori”. Ci sediamo a chiacchierare con lui di meccanica dei delitti, di giallo e di Lato C ovviamente.

CSW: Ciao Alberto benvenuto nel salotto virtuale di CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro comodo divano, posso offriti qualcosa da bere? Ma niente schnapps, se la sono bevuta dei brutti ceffi che passavano nel vicolo qui vicino.

AO: Prendo quello che prende Meingast, una fetta di torta alle ciliegie e un caffè, che per lui basta e avanza per un paio di giorni.

CSW: Il tuo romanzo “La meccanica del delitto” ha vinto il premio Tedeschi, ma prima del premio viene il libro e quindi la prima domanda. Com’è nata l’idea per questo libro e per questa storia?

AO: Come molte delle mie storie nasce leggendo. Leggendo saggi e altri romanzi. Ma anche guardando film. In questo caso ho voluto unire la mia passione per il cinema e quella per la letteratura, cercando di restituire anche con lo stile di scrittura le atmosfere del cinema espressionista, le sue ombre e le sue geometrie distorte.

CSW: Fra tutti, il personaggio principale è ovviamente Meingast, fragile ma integerrimo, zoppo ma che riesce a tenere testa alla maggior parte dei delinquenti, arguto ma a volte spaesato dalle emicranie. Un uomo fatto di contrasti a metà fra uomo ed eroe. Quanto lavoro di preparazione e di scrittura c’è dietro la nascita di un personaggio come questo?

AO: Meingast è un personaggio costruito algebricamente, a tavolino, soppesando punti di forza e di debolezza. Poi l’ho calato nella storia e ha cominciato ad agire di testa sua, scompigliando ogni mio progetto. E’ veramente un tipo che non scende a compromessi, nemmeno con me.

CSW: Personaggi ma anche trama, ambientazione, e tornando a quest’ultima, la scelta di ambientare le vicende nella Monaco dopo la Grande Guerra, non credo ti abbia agevolato. C’è una particolare motivazione nella scelta del periodo storico? Come ti sei documentato?

AO: Gli anni ’20 sono un periodo di grande fermento culturale e politico. In particolare in Germania. C’è il senso struggente della fine di un mondo e l’annuncio di qualcosa di incombente, che può essere una promessa oppure una minaccia, in questo caso quella terribile del nazismo. Questo vale per l’ambientazione. Poi c’è Meingast. Per la documentazione ho fatto ricorso a diversi saggi: una monumentale biografia di Hitler di Joachim Fest, un saggio su Weimar di Walter Laqueur e, per il cinema espressionista “Da Caligari a Hitler. Una storia psicologica del cinema tedesco.” Per citare i principali.

CSW: Questo è il momento di una piccola digressione per proporti la domanda irrinunciabile per gli amici che vengono a trovarci. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

AO: Il lettore, che crea invariabilmente nuove storie leggendoci.

CSW: Torniamo al fatto che “La meccanica del delitto” ha vinto il Premio Tedeschi. Oltre a guadagnare i nostri personalissimi complimenti (che sono ben poca cosa), quanto pensi possano essere importanti traguardi come questo nelle esperienze di uno scrittore?

AO: Un riconoscimento come il Tedeschi è, oltre che un grande conseguimento per il presente, una potenziale svolta per il futuro di uno scrittore. Perché questa potenzialità si concretizzi e si trasformi in una solida, onesta carriera nel mondo letterario, occorre essenzialmente una cosa: molto lavoro.

CSW: Siamo quasi ai saluti, ma prima siamo curiosi di sapere quali sono i tuoi progetti di scrittura per il futuro. Troveremo ancora Meingast oppure hai in serbo qualcosa di diverso?

AO: Meingast mi ha dato il Tedeschi, se lo trascurassi sarei un ingrato. Per questo passo con lui qualche ora quasi ogni giorno. Mi sta insegnando a tirare di scherma.

CSW: Grazie davvero per essere stato con noi a parlare di scrittura assieme a Meingast. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

AO: Il Csaluto non può che essere “auf wiedersehen”. Arrivederci a Monaco, spero molto molto presto.

  

cc CSide Writer – Marco Ischia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...