C-Scuola di scrittura – Esercizi di stile – Il telefono – i risultati

C-Scuola di scrittura – esercizi utili…

Esercizi di stile… i risultati (5bis)

IL TELEFONO

 

Un soggetto reso intrigante dalle differenti storie che sono arrivate. Un telefono della speranza, un telefono assassino, un telefono di un mondo fantastico, o molto più semplicemente un telefono a cavallo fra cabina e smartphone. E poi ci sono loro, le telefonate, elementi essenziali del telefono stesso, piene di speranze, di aspettative e di mistero.

Ma non vogliamo dilungarci in inutili premesse. Le regole sono state semplici a partire dal soggetto principale IL TELEFONO inteso come mezzo di comunicazione, ma anche come simbolo di una società che cambia. Le regole sono le stesse di sempre, inserire tutti gli elementi indicati nella sezione “paletti” compresa la frase obbligatoria: tentare non fa male (frase obbligatoria), Luce (parola obbligatoria), Moneta (parola obbligatoria), Passo (parola obbligatoria).

Nessun altro vincolo di genere se non il buon gusto e le 1.000 battute.

Preceduto da un rullo di tamburi, ricordando che i partecipanti, da oggi sono diventati a tutti gli effetti degli “scrittori stilosi” e possono fare sfoggio del logo “CStyle member“, senza ulteriori indugi ecco qua sotto la nostra personalissima graduatoria e il testo degli esercizi pervenuti.

Buone letture a tutti!

1° posto ex aequo

SILENZIO

di Miriam Donati

NUMERO SCONOSCIUTO

di Maria Concetta Distefano

2° posto ex aequo

IL TELEFONO

di Stefania Fiorin

SENZA ALCUN DOLORE

di Gioia Monte

3° posto ex aequo

IL FISSO

di Francesca Rosaria Riso

A seguire…

TELEFONO

di Luisa Lippi

COSA SAREBBE IL TELEFONO IN UN MONDO FANTASTICO

di M. Emanuela Rossi

LA MONETA SBAGLIATA

di Pietro Liso

REFRATTARIO

di Saliente

TI TELEFONO O NO

di Laerta G.

E sopratutto ecco qua sotto i testi completi degli Esercizi di Stile che hanno partecipato…

SILENZIO

di Miriam Donati

Busso al portone di legno, invano. Insisto, tentare non fa male.

Un volto pallido mi fissa da uno spioncino.

Ho bisogno d’aiuto, ho l’auto in panne e non c’è campo per telefonare a un meccanico.

La suora mi fa cenno di entrare e pone l’indice sulle labbra. Sfiora il pavimento leggiadra, sembra veleggiare senza l’incedere del passo. Nel silenzio cremoso le chiavi nella mia tasca sbattono contro la moneta.

La seguo in un salone vuoto dove mi indica, appeso alla parete come si usava una volta, un telefono di bakelite nera e sotto, su una mensola, una guida aperta alla pagina del paese a valle.

Chiamo l’autofficina spiegando a fatica dove sono perché non conosco il nome del monastero.

Richiudo il portone alle mie spalle. La luce all’esterno mi abbaglia.

In pochi minuti il meccanico risolve il problema riattaccando un filo. Chiedo il nome del convento. Mah! La targa c’era, dice, è chiuso da trent’anni dopo che le ultime suore si sono trasferite.

Salgo in auto. Squilla il telefono.

NUMERO SCONOSCIUTO

di Maria Concetta Distefano

Due note dal Requiem di Mozart: numero sconosciuto. Raccattai una moneta da terra e spensi la luce.

– Pronto, Ilaria, sono Teresa. Ti ricordi di me?

– Sì.

– Io… – Singhiozzi. – Tu sei stata l’ultima a vederlo vivo.

– Il tubetto con le sue medicine era rotolato sul tappeto e lui era sul divano con una mano sul cuore. Ho chiamato i soccorsi. “Tentare non fa male”, mi sono detta.

– Ma era già troppo tardi. Come mai eri là?

– Un attacco di nostalgia per i vent’anni.

– Sapevi che lui ci sarebbe stato?

– No. Ho visto le imposte delle finestre del piano terra aperte e mi sono avvicinata.

Come quel giorno di sei anni prima quando li avevo visti nudi su quello stesso divano.

– Se solo io fossi andata con lui! Se solo tu avessi avuto le copie delle chiavi che Valerio ti aveva dato quando stavate insieme! – Chiusi la telefonata e le inviai la foto del marito agonizzante su WhatsApp. Poi bloccai il numero. Un ultimo passo: gettare le mie copie delle chiavi nella spazzatura indifferenziata.

IL TELEFONO

di Stefania Fiorin

Il cellulare è appoggiato sul tavolo. Un modello a conchiglia, ormai superato, che mia madre ha voluto acquistare e ora fissa impaurita senza osare toccarlo.

Intervengo: – Dai, mamma, tenta! Non morde. Prova a scrivere un SMS.

Si lascia cadere sulla sedia con un sospiro di stanchezza e rassegnazione.

Ora lo fa” penso, ottimista, ma sbaglio. Controbatte: – No. No. No. Non ho capito nulla della tua spiegazione. Non sono capace!

Mi stai facendo arrabbiare, lo sai?. Su, tentare non fa male, se sbaglierai vedrai lampeggiare la luce del display. Dovrai premere il tasto di fine comunicazione e stop.

Ricordi le cabine telefoniche che funzionavano a moneta? Erano così comode! Ce n’erano un paio lungo la via: perché le hanno tolte?

Mamma… erano decine di anni fa!

Mi dai della preistorica?

Che dici? Dunque, vuoi imparare a usare questo cellulare, o no? Sto perdendo la pazienza!

Niente da fare, Comandante. Non ho nulla da comunicare al momento, mi spiace. Passo e chiudo!

E io mi arrendo.

SENZA ALCUN DOLORE

di Gioia Monte

Cosa faresti se, in seguito a un incidente, ti svanisse la memoria?

Io sono impazzita, credo, senza alcun dolore.

Le ampie vetrate della stanza, da dove vedo la luce di un mondo sconosciuto, non si possono aprire.

La temperatura è costante, condizionata, ed esclude ogni desiderio del corpo.

Giro tra le mani una moneta, recuperata nel taschino dei jeans, pensando a cosa mi possa servire.

A un tratto un lampo squarcia il cielo.

A passo deciso mi avvicino alla scrivania, fissando quel vecchio telefono nero che ne occupa un quarto, l’unico oggetto che mi hanno concesso al momento del ricovero, il solo contatto con il mondo esterno.

Non so più quanto tempo sia passato da quel giorno ma sono certa di non averlo mai sentito suonare.

Nessuno mi cerca.

La memoria riporta un numero che martella nelle tempie.

Mi decido a comporlo.

Anche se non ricordo di chi possa essere, penso che potrebbe causarmi dolore.

Eppure, tentare non fa male!

Ecco, c’è la linea, suona.

Suona. Suona… Invano.

Il telefono, la mia voce.

IL FISSO

di Francesca Rosaria Riso

Forse sono l’ultima nostalgica. Mi attrae il cerchietto dei numeri perfettamente trasparente a evidenziare il rosso pompeiano della struttura. L’orgoglio della famiglia, sempre presente nelle inquadrature della Ferrania.

Oggi odo i suoni elettromeccanici grazie alle chiamate degli operatori commerciali. Fra i miei conoscenti nessuno lo usa più, sostituito dagli smartphon. Invece a me piace caricare la molla del disco numerico. Una volta possedevo una rubrica ora invece compongo numeri a caso. Tentare non fa male e a volte qualcuno risponde.

Odio però quando a luce già spenta nel silenzio della casa si propagano i trilli.

Infilo una moneta sotto la lingua per modificarne la voce. Lo faccio nel caso che dalla registrazione possano risalire a me. Poi scatta qualcosa fra noi, come una simbiosi. Mi accorgo del suo diciamo… nervosismo quando il combinatore numerico si attiva da solo. L’energia sprigionata arriva fino al centralinista e attacco sul suo rantolo. A passo lento torno a letto.

TELEFONO

di Luisa Lippi

Sei tu! Sei tu! Mentre ti parlo,

mentre t’ascolto, immobile, mi pare

che la tua voce seguiti a vibrare,

in quest’orecchio mio per lacerarlo”.

Così esordisce il grande poeta futurista Marino Moretti nella poesia “Telefono”.

Ho paura di te, di quest’ordigno”, dice di me.

Per lui sono addirittura “uno spirito maligno”.

Sì, forse non sarò stato altro che un ordigno attaccato al muro, ma, grazie a me, sono passate le emozioni che hanno ispirato il poeta e hanno dato alla luce la sua opera.

E così è stato da quando esisto. Quante parole, quanti sentimenti sono volati da un capo all’altro del mondo, grazie a un gettone o a una moneta. Di quante canzoni, moderne poesie, sono stato protagonista: romantiche, appassionate, divertenti. Anche quando l’amore “appena nato, è già finito”.

Ora sono stato soppiantato dai messaggi che mai potranno far capire i sospiri, i silenzi e i singulti dell’amore. Va bene, passo, ma tentare non fa male se si volesse riprovare a usarmi come in passato.

COSA SAREBBE IL TELEFONO IN UN MONDO FANTASTICO

di M. Emanuela Rossi

Vorrei vivere in un mondo fantastico dove tutto ciò che hanno inventato nei millenni passati, si potesse utilizzare per le cose più assurde.

E’ con questo pensiero che mi avvicino e penso che tentare non fa male, decido che faccio per finta ma ci provo! Entro nella cabina telefonica dove una luce si accende alla mia presenza… lo so è solo un sensore che la fa scattare ma io voglio credere che sia dell’altro… metto la moneta, mi passo la cornetta da una mano all’altra, compongo un numero e attendo … non succede nulla ma aspetto ancora, … nulla.

Ecco, se fosse un mondo fantastico sentirei una voce dall’altra che mi saluta, che si racconta, una voce che mi manca, una voce di chi non c’è più… Danilo, Giorgio, Franco, Stefano, Nino………… perché non mi rispondete ?…… io sono nella cabina e attendo ancora …. poi improvvisamente prendo coscienza …. il mondo non è fantastico, è tutt’altro!

Ti chiamo ancora

LA MONETA SBAGLIATA

di Pietro Liso

Tu tu tu tu…

Infilo il gettone

Tutu tutu…

cambia il ritmo

tric tzz, tric tzz

giro la rotella

tututututu

occupato

Proverò più tardi, per l’ennesima volta, infondo tentare non fa male, o forse si, lo fa al cuore.

Cerco in tasca, non ho più gettoni, solo una moneta che non entra nella fessura dell’apparecchio.

Faccio un passo indietro, esco dalla cabina, la luce si spegne, come a dirmi che è ora d’andare, di smetterla di sperare, di smetterla di comporre quel numero, tanto non avrò mai risposta.

Eppure mi guardo attorno alla ricerca di qualcuno che possa cambiare la mia moneta in un gettone della speranza.

Ancora un’ultima telefonata, solo una… fino alla prossima volta.

REFRATTARIO

di Saliente

Refrattario per nascita, refrattario per cultura, refrattario perché per telefonare bisogna avere qualcosa da dire. Non serve più una moneta per comunicare e men che meno un gettone. Prendi lo smartphone, scorri un dito sullo schermo, la luce del display t’illumina il volto. Parli e cammini un passo dopo l’altro come se potesse avvicinarti alla persona con cui stai parlando. Sempre che tu abbia qualcosa da dire, sempre che tu abbia voglia di aver qualcosa da dire. Anche quando non ci credi, anche quando pensi che in fondo della tuta telefonata non importa niente a nessuno. Scorri il dito sul display, selezioni un numero in un tentativo di essere meno refrattario. Tentare non fa male, tentare è anche riuscire, tentare è darsi un occasione. E poi parli e cammini un passo dopo l’altro come se potesse avvicinarti alla persona con cui stai parlando… e infondo è proprio così.

TI TELEFONO O NO

di Laerta G.

Ti telefono o no, ti telefono o no…

Lascio scorrere la canzone, lascio che quelle note svaniscano all’orizzonte dell’udito perché tentare non fa male, ho voglia di sentirti, di sentire la tua voce, di sentire il tuo passo. Pagherei una moneta d’oro per ogni tua parola, per quella luce che riesce ad illuminare il mio cuore quando sono con te, anche solo attraverso la voce che corre nell’aria che passa attraverso i circuiti, che solca i mari, che supera le montagne e mi entra dentro il cuore.

Mi telefoni o no, mi telefoni o no…

E sei proprio tu che stai chiamando, come se il nostro amore fosse telepatia, come se il nostro amore fosse necessità, come se il nostro amore fosse più grande di tutto il mondo. Parli, e mentre ascolto quello che dici ti sento vicino, poi mi giro e i nostri occhi s’incontrano in una magia che nessuna moneta d’oro potrà mai comprare.

Concludiamo come sempre con un ultimo accenno agli scrittori stilosi, che possono vantarsi di essere inseriti nell’albo d’oro degli scrittori stilosi e possono fare sfoggio del nostro bellissimo logo! ;)

 

Buone letture e buone scritture a tutti!

Lo staff di CSide Writer

CStyle member… l’albo d’oro degli scrittori stilosi !

Nr.
Autore
(Nome Cognome/pseudonimo)
Numero di partecipazioni
1 Gioia Monte 5
2 M.R. Del Ciello 4
3 Luisa Lippi 4
4 Enrico Lagaritti 3
5 Serena Barsottelli 3
6 Germana Meli, gemadame 3
7 Riccardo Carli Ballola 3
8 Miriam Donati 3
9 Salvatore Stefanelli 2
10 Sonia Barsanti 2
11 Emilia Cinzia Perri 2
12 Angela Catalini 2
13 M. Emanuela Rossi 2
14 Pietro Lisone 2
15 Saliente 2
16 Claudia Tinelli 1
17 Marco Faré 1
18 Emma Cannavale 1
19 Valeria Barbera a.k.a. Recenso 1
20 Sara Bernabeo 1
21 Laura Giovane 1
22 Elena Coppari 1
23 Anna Maria Castoldi 1
24 Giancarmine Trotta 1
25 Naila Carlisi 1
26 Valentina Conti 1
27 Antonella Salamone 1
28 Luca Buontempo 1
29 Paolo Facco 1
30 Anna Chiara Primavera 1
31 Oscar Simi 1
32 Francesca Rosaria Riso 1
33 Maria Concetta Distefano 1
34 Stefania Fiorin 1
35 Laerta G. 1

 


cc
 
CSide Writer – Marco Ischia

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