C-Incontri – le interviste – Ilaria Tuti

C-Incontri  Le interviste (123)

 

Oggi su CSide Writer incontriamo la meravigliosa Ilaria Tuti che con il suo romanzo “Fiori sopra l’inferno” (Longanesi) ci ha affascinati, turbati, catturati e poi lasciati andare in una lettura coinvolgente e dinamica, regalandoci una storia e dei personaggi che difficilmente scorderemo. Abbiamo il piacere e la fortuna di poterla ospitare di nuovo nel nostro salotto virtuale e noi ne approfittiamo per fare quattro chiacchiere con lei, sempre alla ricerca del lato C… ovunque esso sia!

CSW: Ciao Ilaria bentornata su CSide Writer, l’ultima nostra chiacchierata risale al febbraio 2015, mentre ti accomodi sul nostro divano virtuale e mentre rispolvero la memoria per non ripetermi nelle domande posso offrirti qualcosa da bere?

IT: Ciao, grazie a te per l’invito. È un piacere tornare. Un prosecco, per favore.

CSW: Come stavo dicendo sei stata nostra ospite virtuale poco dopo l’uscita del tuo racconto “La bambina pagana” che si aggiudicò il Gran Giallo Città di Cattolica 2014. Quante parole sono passate nel frattempo sul tuo taccuino degli appunti, nella tua mente e sulle tastiere?

IT: Oceani e cieli di parole. Penso continuamente alle storie che vorrei scrivere e a quelle che sto scrivendo. Più vado avanti in questa avventura straordinaria nel mondo editoriale e più le parole si riempiono di un valore che va oltre il loro significato. Sono emozioni, messaggi, immagini, simboli… Per questo la scrittura è diventata più impegnativa. Sento un senso di responsabilità maggiore.

CSW: Ma veniamo alla prima vera domanda. Il tuo romanzo d’esordio “Fiori sopra l’inferno” (Longanesi) ha avuto un lancio internazionale che a mio modesto parere ti meriti (e si merita) tutto. Ci racconti com’è nata l’idea per questa storia?

IT: Ti ringrazio per l’apprezzamento. Avevo già in mente una protagonista forte in cui credevo molto. Sapevo che le ambientazioni dovevano essere quelle che conosco e amo: la mia terra. Mi serviva un antagonista che fosse interessante e diverso dal solito assassino spietato e sadico che si incontra in un thriller: lo volevo addirittura empatico. Ho fatto qualche ricerca e in uno studio di psicologia ho trovato la scintilla per la mente “aliena” che stavo cercando.

CSW: Credo di non rivelare nulla di “vietato” se dico che nel libro si parla di bambini, di psiche umana, d’indagini e di territorialità. Amalgamare tutti questi ingredienti in una storia può essere un lavoro complicato se si vuole farlo bene. Quando scrivi tieni più alla pianificazione, all’istinto oppure hai qualche ingrediente segreto?

IT: All’inizio c’è puro istinto e creatività (l’ideazione, la fase più entusiasmante). L’idea, la visione che arde nella mente, devo poi tradurla in un piano concreto che mi permetta di avere sotto controllo ogni aspetto tecnico e per farlo stilo una scaletta molto dettagliata. Infine, mi lascio andare al puro piacere: la scrittura, libera da ogni altro pensiero, sgorga fluida e naturale.

CSW: Fra tutti i personaggi del tuo libro (che meriterebbero ognuno un approfondimento) c’è n’è uno, anzi una, in particolare che sta affascinando i lettori. Ovviamente mi riferisco a Teresa Battaglia. Ti va di parlarcene in breve?

IT: Teresa Battaglia è un commissario di polizia quasi sessantenne, per niente attraente, sovrappeso e malata. In passato ha sofferto per un rapporto sbagliato, pagando a carissimo prezzo la sua libertà, ma è riuscita a trasformare il dolore in un’empatia profonda che la avvicina tanto alle vittime quanto ai carnefici. È una donna complessa, piena di contraddizioni che la arricchiscono: è respingente e materna allo stesso tempo, saggia e inquieta come tutte le grandi personalità, razionale e intuitiva, mesta e ironica. In “Fiori sopra l’inferno” Teresa dovrà affrontare un nuovo dramma, che metterà in crisi la sua mente, la sua arma più affilata, e quindi la capacità di lavorare. Il lavoro, per lei, è vita, è vocazione. Per “dipingerla” mi sono ispirata alla forza delle donne che incontro ogni giorno. Teresa non è infallibile, né incrollabile, ma ha il coraggio di rimettersi sempre in gioco. Parte svantaggiata, ma alla fine risulta vincente per l’atteggiamento che decide, con caparbietà, di avere nei confronti della vita: appassionato e costruttivo.

CSW: Questo lo sai è il momento per la domanda irrinunciabile che propongo ai nostri ospiti, ma avendotela già fatta la modifico per l’occasione. Quale potrebbe essere secondo te il lato C del proprio primo romanzo?

IT: La naturale e portentosa energia di uno spirito puro, ancora indomito.

CSW: Hai ambientato il tuo romanzo in una terra che conosci bene e che forse per te è stato semplice descrivere. Quanto hai invece dovuto documentarti per quella parte che abbraccia la psiche umana che caratterizza la storia fin dalla Scuola?

IT: Il lavoro di documentazione che faccio è costante e non attiene a uno specifico progetto, ma a un’idea più complessa e allo stesso più generale che ho della mia scrittura: è un interesse per la mente umana che parte da lontano e che mi porta a cercare letture che sazino la mia curiosità. In questo modo “capitalizzo” giorno dopo giorno spunti, nozioni, riflessioni che poi riverso nelle mie storie. È il piacere della scoperta, in cui spero di coinvolgere anche il lettore.

CSW: Uno dei tuoi consigli per aspiranti scrittori è stato quello di “leggere, leggere e ancora leggere…” ne approfitto per chiederti se esiste un autore del passato che in particolare ti ha appassionata? E uno attuale?

IT: Del passato, Primo Levi, per la sua profonda conoscenza degli abissi e delle vette dell’animo umano, per la purezza della sua scrittura. Calvino per le sue avventure straordinarie e i finali colmi di una bellezza commovente. Poe e Lovecraft, per avermi trasmesso il fascino del gotico che ancora perdura e per aver praticamente inventato tutto l’inventabile! Attuali, Donato Carrisi per i romanzi dai meccanismi geniali e la sua continua indagine sul Male. Stephen King, perché le sue non sono storie: sono mondi in cui ci accoglie.

CSW: L’ultima volta ci svelasti d’avere in preparazione un romanzo giallo storico. Personalmente leggerò tutto quanto scriverai in futuro (come in passato) ma pensi che potremmo rileggere presto di Teresa Battaglia oppure hai altri programmi letterari?

IT: Sto lavorando alla seconda avventura di Teresa. L’idea è una storia che volevo scrivere da tempo, la scaletta è già pronta. Ora, tra una presentazione e l’altra di “Fiori sopra l’inferno”, cerco solo la tranquillità per scrivere.

CSW: Grazie per essere tornata a trovarci, è stato davvero un piacere. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

IT: Grazie per la piacevole chiacchierata e buone letture a tutti!

 

  

cc CSide Writer – Marco Ischia

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