C-Cinque + 1 – Lady

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + una (all’incirca) di Salvatore Stefanelli (Il Mastino Napoletano di CSide).

Per questa intervista sono dovuto andare in un locale molto particolare, alla periferia di Napoli. Entrare in questo luogo è stato come scoprire un mondo nuovo e allo stesso tempo antico. La persona che sto aspettando, mentre bevo un rhum al bancone del Black Sabba, è ora sul palco e sta terminando la sua performance. Vederla è stato un tutt’uno con il ricevere un colpo al cuore: la sua bellezza e la sua sensualità hanno il sapore della dannazione ma, se solo avessi una possibilità, mi lascerei andare tra le sue braccia alla più totale perdizione. Eccola che si avvicina.

Ciao, Salvatore. Che ne dici se ci accomodiamo in un posto più appartato e tranquillo?

Non chiedo di meglio.

Lady sorride, maliziosa.

Sognare è bello ma non sempre i sogni si avverano. Comunque, non oggi.

Da quanto ha detto e come lo ha detto mi rendo conto di aver indugiato un po’ troppo sulle sue grazie. Ingoio il desiderio che ho di lei e mi concentro sul motivo per cui sono qui: #LaIntervista.

Un divano a semicerchio ci accoglie dietro un separé, in un angolo del locale distante dal palco e dal caos che c’è nella sala centrale.

Lady, parlami un po’ di te, sei una persona che legge? Da quando e quali i tuoi generi preferiti?

Sì, amo leggere e ho gusti molto vari, anche se prediligo le storie un po’ cupe, horror, come quelle che capitano a un mio caro amico. Mai sentito parlare di Apollinare Neiviller?

Credo di sì, seppure non ho avuto il piacere d’incontrarlo.

Forse, è meglio così: sai, è un cacciatore di “mostri”. Non ti mette i brividi una cosa del genere?

Veramente no. Al giorno d’oggi se ne vedono tanti in giro…

Lady ride, interrompendo le mie considerazioni, e la fragranza delle sue risa allieta l’aria, sino a poco fa intrisa del sapore soffuso e cupo di mistero che impregna tutto qui.

Come sei tenero nella tua ignoranza, ma è comune hai più, non te ne avere a male. Apollinare è un tipo speciale, dovresti conoscerlo e te ne accorgeresti. Te lo presenterò appena arriva: dovrebbe esser qui a momenti.

Come vuoi, però, io sono qui per te. Per far conoscere a chi segue le mie interviste, chi si cela dietro la donna che ho di fronte.

La verità?

Certo! Ma, anche una verosimile bugia, se ti fa più piacere.

Ok! A te indovinarlo, allora. Iniziamo dal principio. Mio padre è un angelo, uno di quelli veri, con le ali, e mia madre era una donna bellissima che lo amato perdutamente sino alla fine. Da loro ho appreso quanto l’amore sia importante e senza limiti né confini di sorta. Io amo amare e amo l’amore sotto tutti i punti di vista. Lo sa bene Apollinare e lo sa bene anche Lucius, il mio compagno e proprietario del Black.

Non c’è dubbio che Lady prende: è riuscita a sconvolgermi, facendomi buttare al vento tutti i miei propositi di rispettare la solita scaletta di domande e non me ne pento affatto. — Ami anche cantare…

Vero. Il canto è liberatorio e sensuale, come la musica, e come questa sa plasmare gli animi e unire le persone, sa graffiarne le consuetudine e renderle unicità. Adoro cantare e ballare e, vedere le persone sprizzare desiderio nei miei confronti. Adoro tenerle sulle spine, farli godere nel dolore e nella consapevolezza che di me avranno solo la voce e, al tempo stesso, so che la mia voce è bastante per tutti loro, perché li fa sognare e tutti hanno un estremo bisogno di sognare, persino i demoni.

Non so cosa credere di tutto quanto dice, ma è indubbio che ascoltarla è lasciarsi andare a un doloroso piacere di cui non si riesce di fare a meno.

Quindi, sei un semiangelo che ama i demoni… Non vedo le tue ali, però?

Si lascia andare a un riso dolce, caldo e sottile. — I semiangeli non hanno le ali, ma riesco a far volare…

Non posso evitare di guardare le sue labbra e un brivido mi scuote tutto. Provo a riprendermi.

Torniamo alle mie domande. Di tutto quanto hai letto, cosa consiglieresti e perché? Massimo due titoli.

Solo due titoli? Impossibile. Bisogna leggere almeno una volta tutto Lovecraft, per capire cosa significa horror. Inoltre, consiglio di leggere le storie di Apollinare, non solo perché è un amico, soprattutto perché c’è qualcosa di speciale nelle sue avventure, di reale e al tempo stesso fantastico.

Bene! E, che consigli daresti a uno scrittore o, anche a un Editore, perché possa soddisfare un lettore attento come te?

Innanzitutto di fare attenzione alla storia, di cercare di essere almeno un po’ innovativi, di curare i tempi morti più di quelli vivi, perché non siano troppi e aiutino chi legge a prendere quell’attimo di fiato che ci vuole per ricominciare a correre. Soprattutto consiglio di divertirsi mentre scrivono e di amare le proprie storie pensando che poi apparterranno ad altri e, se non sono belle, presto verranno abbandonate. A un editore consiglierei di essere onesto con se stesso e con il suo pubblico, di curare i dettagli del libro, la copertina, la carta, l’editing dei testi. Se serve, anche di tenere al minimo possibile il prezzo, per 

offrire, a quanti più desiderano, la facoltà di leggere.

Consigli interessanti. Ora, Lady, dimmi un po’ cosa stai leggendo in questo periodo o, cosa vorresti leggere?

Ho appena finito di leggere “La Biblioteca dei morti” di Glen Cooper e sto per iniziare “La Dora dei miei sogni” di Massimo Torre.

Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

In verità, mi piacerebbe parlare un po’ con Dio, per domandargli cosa aveva in mente quando ha scritto la Creazione… ma so che non mi risponderebbe. Quindi dico Shakespeare, forse per ispirargli una storia che parli di angeli e demoni e di artefatti magici.

Perfetto, Lady. Eccoci all’ultima domanda, forse la più difficile: una prova da scrittore. Raccontati in un racconto. Hai massimo 10 righe, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

C’era una culla vuota e il vento, che sbatteva forte contri i vetri della finestra. L’ombra si muoveva contro la parete, coprendola con le sue ampie ali. La bimba tra le sue mani non lo poteva sapere, ma quello era un addio. A nulla valsero le sue lacrime di neonata spaventata e infreddolita, l’assenza di sua madre, andata via perché lei venisse al mondo. Suo padre non riusciva più ad amarla, perché lei era tutto il suo dolore.

Il tempo passò; da bimba divenne donna, scoprendo sulla sua pelle le nefandezze del mondo, ma dentro di lei una scintilla non voleva smettere di brillare. Un giorno incontrò un uomo che era rimasto solo, come lo era lei, e quella scintilla accese un fuoco e ricordò le ultime parole di suo padre: “Tu sei nata dall’amore più puro e l’amore sarà il tuo destino”. E così fu.

Lascio il Black Sabba con una gran sete, di Lady.

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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