C-Cinque + 1 – Catia Pieragostini

CCinque + 1 le cinque domande +1 di Salvatore Stefanelli

Cinque domande + 1, sempre le stesse, per un botta risposta con l’autore, per scoprirlo, per conoscerlo, e perché no… per leggerlo!

1) Ciao. In poche parole: da quando scrivi, cosa scrivi e cosa leggi?

Ciao Salvatore, ciao a tutti e grazie di cuore per questa intervista!
Scrivo da quando ero ragazzina, ma non in modo continuativo, sono rimasta anche anni “in astinenza”.
Il racconto è stato per lungo tempo la mia dimensione ideale, con horror sovrannaturale e noir come generi prediletti, ma finalmente ho realizzato il mio sogno nel cassetto e ho scritto il mio primo romanzo “Un lupo nel cuore”, sotto pseudonimo. Si tratta di un romantico storico con una spruzzata di fantasy. Amo la commistione di generi nelle storie (anche al cinema e nelle serie televisive) perché i compartimenti stagni non fanno per me.
Infatti leggo tutti i generi: classici, mainstream, gialli, fantascienza, fantasy, regency romance… Solo con i saggi e la manualistica non mi trovo molto in sintonia.

2) Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti?

Qui sono in crisi: è come chiedere a una mamma di scegliere uno solo dei suoi figli! Vorrei consigliare almeno due titoli: per chi ama i racconti “Il suo bosco” e per chi ama i romanzi “Un lupo nel cuore”. Nel primo c’è un po’ della mia terra d’origine, le Marche, e nel secondo potreste scoprire un esordio che sta raccogliendo consensi “trasversali” (insomma, sta piacendo anche agli uomini, non per forza amanti del genere).

3) Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.

I miei colleghi più giovani non si sono dilungati, ma io sono una mamma e adoro dare consigli, quindi… Cosa fare: se si vuole sviluppare un proprio stile e scrivere in un italiano perfetto, per prima cosa bisogna leggere. Di tutto, compresi i fumetti, le fiabe, i classici, qualsiasi cosa, purché sia scritto da qualcuno che lo sa (o lo sapeva) fare veramente.
Altro consiglio che non esclude il precedente ma lo completa: “studiate” i film e le serie televisive. Al momento, la migliore letteratura contemporanea su piazza si trova nelle sceneggiature e da lì si può capire moltissimo sul ritmo della narrazione, sui dialoghi, sulla caratterizzazione dei personaggi e sullo sviluppo delle trame.
Infine occorre mettersi alla prova, in due modi: chiedendo il parere di lettori imparziali (le mamme vanno bene solo se fanno le prof d’italiano, latino e storia perché di solito sono cattivissime  :-)), e partecipando a qualche concorso/contest. Dobbiamo accettare che esistono (tanti) scrittori più bravi di noi, che piacciono di più, che hanno il mestiere nel sangue e così via. Sfidare qualcuno in una gara può aiutarci a capire i nostri limiti e quindi a superarli per poter migliorare sempre.
Cosa non fare: non piangersi addosso, non invidiare nessuno, non pensare di essere dei geni incompresi. Nessuna di queste cose aiuta a diventare dei grandi scrittori, ma neanche dei mediocri scrittori. Non aiuta e basta. Solo scrivere con passione, fantasia, perché ci piace, perché ne abbiamo bisogno, può aiutare.

4) Cosa stai scrivendo in questo periodo o cosa vorresti scrivere?

In questo periodo non sto scrivendo, ma presto tornerò a un racconto horror, per non perdere l’allenamento e capire se, dopo il balzo su distanze più lunghe e nel romance, sono capace di ritrovare le mie origini e di farlo nel migliore dei modi. Poi c’è il sogno di un sequel del romanzo, se avrò abbastanza forza e soprattutto l’ispirazione giusta!

5) Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?

Avrei una lista infinita, come faccio a scegliere un nome solo? Fammi dire almeno Jane Austen, Edgar Allan Poe e Agatha Cristie. Non gli chiederei niente, ma vorrei passare una giornata insieme a loro, una qualsiasi della loro vita purché comprenda una sessione di scrittura, per vederli dal vivo mentre creano.

5+1) Raccontati in un racconto – hai max 500 battute, da utilizzare in forma di racconto, con un inizio, una parte centrale e una fine, per dirci qualcosa di te.

Vi presento Catia che prima voleva fare la ballerina, poi la pittrice, poi la scenografa, ma non fece nessuna di queste cose. Formò una famiglia, trovò un lavoro che non c’entrava niente con i suoi studi e una casa in una città che non era la sua città. Un dì qualcuno le chiese: “Catia, ma tu scrivi?”. In effetti era quello che faceva ogni tanto, perché ne aveva voglia, perché le piaceva e perché ne aveva bisogno. Da quel momento non ha più smesso di scrivere e lo sta ancora facendo.”

Grazie

Grazie a te e a tutti quelli che hanno avuto la voglia e la pazienza di leggere fin qui. A presto!

 

cc  CSide Writer – Salvatore Stefanelli  

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