C-Scuola di scrittura – Esercizi di stile – La penna – i risultati

C-Scuola di scrittura – esercizi utili…

Esercizi di stile… i risultati (4bis)

LA PENNA

   

Servirebbe un rullo di tamburi, uno squillar di trombe, o qualche altro espediente per attirare la vostra attenzione, se non parlassimo degli Esercizi di Stile.

In questo caso invece servono solo le parole tracciate con “LA PENNA” che è il tema proposto per questo esercizio. Ma non dimentichiamo i “paletti” inseriti nel testo cielo, deviare, peso, oltre alla frase obbligatoria lo strappo mi fa soffrire e il limite inderogabile delle 1.000 battute.

Molti degli esercizi pervenuti hanno assegnato un ruolo emozionale alla penna, hanno affidato ad essa il compito di trasmettere le emozioni del cuore. Con delle doverose eccezioni, non solo in termini di ruolo che assume la penna, ma proprio di stile. Ci sono testi più lineari, testi più poetici, uno che è decisamente una poesia. Abbiamo trovato intriganti gli aforismi fatti praticamente con poche parole in più di quelle obbligatorie assegnate, un esercizio davvero stilosissimo, ma abbiamo ancor più apprezzato quei testi che hanno raccontato una storia, che hanno raccontato passioni, che hanno risvegliato emozioni e ricordi.

Lo scopo degli Esercizi di Stile è quello di condividere storie brevissime partendo tutti dagli stessi presupposti per vedere quante storie diverse possono nascere, ma vi abbiamo promesso una classifica degli Esercizi ci hanno maggiormente colpito. Stilare (stilare non è un verbo preso a caso) una classifica è sempre un arduo compito, e per cercare di farlo nella maniera più obiettiva possibile, ci siamo aiutati assegnando dei punti agli Esercizi di Stile pervenuti. Abbiamo pensato all’idea proposta, ovviamente al lessico e alla forma, alla coerenza con il tema assegnato, e infine allo stile, comunque lo vogliate intendere.

Senza ulteriori lungaggini, ecco qua sotto la nostra personalissima classifica, ricca di ex aequo.

– 1° posto

LA PENNA

di Luisa Lippi

– 2° posto ex aequo

LA PENNA

di Miriam Donati

LA MIA LIBERTÀ

di M. Emanuela Rossi

IL RESPONSO

di Gioia Monte

– 3° posto ex aequo

AGO E FILO

di Serena Barsottelli

LA PENNA D’ORO

di Germana Meli, gemadame

AFORISMI DI DEVIAZIONI, DI PENNA E DI CIELO

di Oscar Simi

– A seguire…

SLOGAN

di Pietro Lisone

SCRIVO

di Saliente

PAROLE, SOLTANTO PAROLE

di Riccardo Carli Ballola

Ma ecco qua sotto gli Esercizi di Stile che hanno partecipato, in modo che tutti possano leggerli e confrontarsi, divertirsi ed emozionarsi. Come abbiamo fatto noi.

Vi aspettiamo al prossimo Esercizio di stile.

LA PENNA

di Luisa Lippi

Mi hanno abbandonata! Mi hanno messo in quell’orrendo portapenne vicino al telefono e non mi usano più. Mi cercano solo quando devono appuntare un numero di corsa o fare la lista della spesa. E allora sono urli, imprecazioni, occhi alzati al cielo perché di solito non funziono, ma non è colpa mia! Se non mi usano, la mia anima si inaridisce e mi rifiuto di scrivere. Sotto il peso della mano premuta con forza, la mia punta geme mentre incide il foglio. A volte lo lacera e lo strappo mi fa soffrire… Io sono nata per ben altro! Tutti i più grandi classici sono stati scritti con la penna. Ora tutto è finito. Scrivono con il computer e noi penne languiamo nei cassetti, in fondo alle borse, regalate come mediocri mezzi pubblicitari, se non, ahimè, usate addirittura come bastoncino per tenere su i ciuffi delle ragazze.

No, signori miei, il vero progresso non consiste nel deviare dalla tradizione, perché altrimenti è tradimento e, strano, tradizione e tradimento hanno la stessa radice…

LA PENNA

di Miriam Donati

L’unione fa la forza sono parole senza significato per me. La forza non mi serve e mi piace essere unica.

Scorro impetuosa come un torrente di montagna o lenta come un fiume che, senza mai deviare dal suo corso, si perde come i pensieri in mille rivoli nel delta.

Senza il tuo peso mi sento agile. Se la mano che mi sfiora, mi preme leggera, scivolo fluida regalando emozioni, sogni e suggestioni.

Te ne stai lì in disparte, ripetendoti: lo strappo mi fa soffrire. Tieni il broncio, non ti senti apprezzato; soffri il mio rifiuto perché non voglio custodi. Senza di me sei inutile, non puoi avvolgere, accarezzare e proteggere. Non puoi far girare la testa a nessun’altra. Ti riesce solo con me.

Forse ho esagerato nel bistrattarti, mi commuove il tuo attaccamento. Confesso che la fuga qualche volta mi attrae, ma in fondo riposare accolta nel tuo buio mi piace.

Vieni qui, stringimi!

«Cielo Claudia, quante volte devo ripeterti che la stilografica va chiusa sempre con il suo cappuccio avvitato?»

LA MIA LIBERTÀ

di M. Emanuela Rossi

Lei mi guarda e sembra dire di raccoglierla, di impugnarla con forza e lasciarla scorrere libera sul foglio. E’ come se lei fosse lì da tanto tempo ad aspettare un contatto con la mia mano; oggi però ho un peso sul cuore e questo peso mi fa deviare il pensiero, mi opprime la mente, forse oggi non è poi così importante scrivere e lascerò la penna immobile e il foglio ancora in bianco.

Potrei cercare altrove soddisfazione per condividere i miei pensieri, magari osservando il cielo potrei trovare la stessa pace che mi pervade scrivendo.

Però se mi guardo dentro sento che lo strappo mi fa soffrire, è lo strappo di un foglio e di un pensiero mai scritto ma solo pensato.

Chissà, domani sarà un giorno migliore e potrò liberare tutte le mie riflessioni, libererò il mio cuore e riuscirò a condividere con quella semplice penna attimi magici, solo io e lei e un foglio bianco davanti a noi.

Poter sempre scegliere il momento giusto, è questa la mia libertà.

IL RESPONSO

di Gioia Monte

Entro nello studio con il cuore in gola, timorosa.

Il medico mi fa accomodare, chiedendomi di attendere per qualche minuto.

Guardo quell’uomo con attenzione mentre scrive, seduto alla sua scrivania, sul blocco di fogli intestati.

La sua penna biro, lunga e sottile, scorre veloce sulla carta senza intoppi, fluente mezzo che definisce il peso del mio destino.

Compìto come uno scolaretto, nel camice bianco che indossa con eleganza, mi osserva poi per un attimo, come per catturare la giusta ispirazione dal mio corpo.

Tremo.

Sorride, rimettendosi a scrivere.

Il pulsare del sangue nell’orecchio mi disturba. Il cuore batte veloce, all’unisono.

Devo deviare lo sguardo, distrarmi per non impazzire.

Volto gli occhi alla finestra: il cielo è azzurro, il sole splende, la giornata è bellissima.

A un tratto, sento il fruscio del foglio. Lo strappo mi fa soffrire, è arrivata l’ora della sentenza.

Il dottore me lo porge e, con voce suadente, mi dice che è tutto a posto.

Qualche mese di cura e tornerò come nuova!

AGO E FILO

di Serena Barsottelli

Ho sognato che tu fossi vicina. Era l’occasione giusta per parlarti. Per chiederti perdono.

Eppure non sei mai stata così lontana. Ho deciso di scriverti, sperando che queste parole arrivino lassù, nel cielo, dove la notte adesso dormi.

Il peso della tua scomparsa è duro da sopportare e questa carta, questa penna, non potranno mai trasformarsi in ago e filo e ricucire quello strappo. Quello che noi abbiamo creato, senza accorgercene, allontanandoci giorno dopo giorno.

Lo strappo mi fa soffrire. Non avrei dovuto pensare di te cose che non erano vere. Perché lasciarti andare? Avrei solo dovuto abbracciarti.

E questo ago, questa penna con cui ti scrivo, si trasforma nella mano che ti tendo. La mano che non puoi più afferrare.

E i miei desideri la penna non riesce a deviare altrove, ma li porta a te, a te ancora viva, a te ancora vicina a me.

E la stessa penna ora buca la carta, trafigge la mano, fa sanguinare il cuore.

Nel buio della tua assenza, l’inchiostro nero si confonde con il sangue.

LA PENNA D’ORO

di Germana Meli, gemadame

Sono pronta, il Salone del libro mi aspetta!

Apro il cassetto della scrivania per trovare, in mezzo a un caos indescrivibile, la mia penna elegante da mettere in borsa. Sono certa che mi servirà.

Cielo, eccola! Cercavo proprio questa rivestita d’oro: è stata la prima che ho ricevuto in regalo, da ragazza. Un dono importante, di particolare peso, che avevo apprezzato più di tutto e che ancora conservo nella sua scatola.

A distanza di anni, ringrazio ancora la zia che me la regalò.

È stata molto utile, ha scritto instancabile per chilometri.

Devo provarla, è da un anno che non la uso. Trovo un foglio e abbozzo una firma.

Accidenti, non funziona. La carta si è rotta, al posto dello scritto c’è un grosso buco.

Lo strappo mi fa soffrire. Come avrò fatto a non accorgermi che il refil era guasto?

Non demordo. Esco di corsa da casa.

Devo deviare strada in cerca di una cartoleria, prima di andare a Torino, altrimenti la mia penna d’oro non potrà rendermi, ancora una volta, il suo onorato servizio.

AFORISMI DI DEVIAZIONI, DI PENNA E DI CIELO

di Oscar Simi

Lo strappo mi fa soffrire quando il peso del Cielo fa deviare la penna. Il Cielo non dovrebbe influire sulla rotta della penna.

Lo strappo mi fa soffrire quando il Cielo devia sotto il peso della penna. La penna non dovrebbe far deviare il Cielo con il peso delle linee che traccia.

Deviare la penna, è un’azione che neppure il Cielo dovrebbe poter fare, è un’azione che ha un peso, e quando accade, lo strappo mi fa soffrire.

Deviare il Cielo con un movimento di penna, ha un peso che non si può sopportare, e quando accade il peso dello strappo mi fa soffrire.

SLOGAN

di Pietro Liso

Prendo la penna dal cassetto, mi chiedo da quanto tempo sia infilata là dentro.

Sono anni che non la tiro fuori dalla sua custodia.

Una volta si regalavano le penne, quelle belle, oggi non si usano più. Ci si limita a impugnare quelle di plastica della pubblicità.

Cambia il tempo e cambiano le cose, e un oggetto di pregio viene relegato a ruolo di veicolatore di slogan.

E pensare che una volta con quell’oggetto gli slogan si scrivevano. E si combatteva per quegli slogan.

E’ come se nulla avesse più peso, è come se nel cielo e nel tempo ci fosse uno strappo. Come se qualcosa si fosse rotto per sempre, e lo strappo mi fa soffrire, anche se non pensarci aiuta.

Ma non basta deviare il pensiero per modificare il modo di pensare.

Servono le rivoluzioni di pensiero per cambiare modo di pensare.

Oppure basta lasciare che le cose accadano, senza sapere perché.

Perché le cose accadono lo stesso, così come quella penna è rimasta tanto a lungo dentro a quel cassetto, sempre pronta per un nuovo slogan.

SCRIVO

di Saliente

Scrivo, pensando che non ho più pensieri.

Scrivo, con una penna affilata.

Scrivo, con la spada tagliente.

Scrivo, con lei spietata e crudele.

Scrivo, mentre si strappa il cuore.

Scrivo, e lo strappo mi fa soffrire.

Scrivo, cucendo con parole d’amore.

Scrivo, per allegerire quel peso.

Scrivo, per solcare il cielo.

Scrivo, per deviare il pensiero.

Scrivo, con la vecchia penna sperando che qualcosa accada.

Scrivo, e spero che il dolore se ne vada.

Scrivo, finché ho inchiostro.

Scrivo, finché il sangue scorre nelle mie vene.

Scrivo, come se questo possa lenire il dolore.

Scrivo…

PAROLE, SOLTANTO PAROLE

di Riccardo Carli Ballola

Mi ripresero in diretta sul luogo del disastro.

Lo strappo mi fa soffrire — dissi, rannicchiata su me stessa.

La telecronista mi pregò di cominciare dall’inizio, mentre in disparte prendeva appunti con la penna.

Parlavamo del nostro fu-fu-turo, — balbettai — quando un bolide giallo è piombato dal cielo e, invece di de-deviare, è finito sulle nostre teste innocenti: Martin è rimasto schia-schia- cciato, io sono incolume.

Non c’era altro da dire. Ci salutammo: io con un peso nel cuore, lei conscia che i suoi ascoltatori, avidi di storie strappalacrime, anche stasera sarebbero stati accontentati.

La città era diventata una giungla. Sul giornale di domani avrebbe scritto dell’incoscienza dei giovani di oggi e della necessità morale di elevarci oltre la bruta animalità. (La solita fuffa!) E mentre di foglia in foglia, di sasso in sasso, strisciando si allontanava, mi voltai e ripresi a brucare con mestizia il filo d’erba su cui ero appoggiata prima che arrivasse.

Concludiamo solo con un ultimo accenno agli scrittori stilosi, che possono vantarsi di essere inseriti nell’albo d’oro degli scrittori stilosi e possono fare sfoggio del nostro bellissimo logo! ;)

 

Buone letture a tutti!

Lo staff di CSide Writer

CStyle member… l’albo d’oro degli scrittori stilosi !

Nr.
Autore
(Nome Cognome/pseudonimo)
Numero di partecipazioni
1 M.R. Del Ciello 4
2 Enrico Lagaritti 3
3 Gioia Monte 4
4 Salvatore Stefanelli 2
5 Luisa Lippi 3
6 Sonia Barsanti 2
7 Serena Barsottelli 3
8 Claudia Tinelli 1
9 Germana Meli, gemadame 3
10 Marco Faré 1
11 Riccardo Carli Ballola 3
12 Emilia Cinzia Perri 2
13 Emma Cannavale 1
14 Angela Catalini 2
15 Valeria Barbera a.k.a. Recenso 1
16 Sara Bernabeo 1
17 Laura Giovane 1
18 Miriam Donati 2
19 Elena Coppari 1
20 Anna Maria Castoldi 1
21 Giancarmine Trotta 1
22 Naila Carlisi 1
23 Valentina Conti 1
24 Antonella Salamone 1
25 Luca Buontempo 1
26 Paolo Facco 1
27 Anna Chiara Primavera 1
28 M. Emanuela Rossi 1
29 Oscar Simi 1
30 Pietro Lisone 1
31 Saliente 1


cc
 
CSide Writer – Marco Ischia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...