C-Cento modi di morire in un libro – Codice Fenice Saga

C-Cento modi di morire in un libro La rubrica

libro nr. 41

 

Titolo: CODICE FENICE SAGA

   Il settimo enigma

   La settima profezia

Autore: G.L. Barone

C-Book link: la scheda libro by Lato C Il settimo enigmaLa settima profezia

Come si muore in un mondo dominato dalle multinazionali farmaceutiche? Come si muore quando queste multinazionali e altri potenti vogliono fare una selezione della specie? Nei libri della trilogia Fenice Saga, di cui al momento attuale sono usciti i primi due titoli “Il settimo enigma” e “La settima profezia”, scritti dal bravissimo G.L. Barone ed editi da Newton Compton, si parla proprio di questo, anche se sto riducendo tutto a un’estrema sintesi. Per meglio conoscere la trilogia, ma sopratutto per affrontarla con lo spirito di questa rubrica, ci sediamo a chiacchierare con l’autore, per cercare di capire quali sono i meccanismi che hanno ispirato questo modo di far morire alcuni personaggi in questi libri.

CSW: Ciao G.L., bentornato su C-Side Writer e benvenuto con i tuoi libri nella rubrica dei 100 modi di morire in un libro. Mentre ti accomodi nel salotto che ormai conosci posso offrirti qualcosa da bere?

GLB: Ciao, grazie per avermi invitato di nuovo nel tuo salotto. Sì, come direbbe il capitano Jean-Luc Picard di Star Trek: the, Earl Grey, caldo.

CSW: I tuoi libri che definirei d’avventura, sono spesso collegati a fatti storici. In particolare in quelli raccolti nella trilogia Fenice Saga, il filo conduttore che li lega è proprio il modo di morire di alcuni personaggi. Ci racconti, senza svelare nulla che non si possa, com’è nata l’idea per questo modo di morire in un libro?

GLB: Diciamo che in un libro che ha come tema, tra l’altro, una pandemia globale, la morte di alcuni dei personaggi era quantomeno ipotizzabile. Il mio virus vp25, una mutazione dell’Ebola, è sostanzialmente una febbre emorragica che porta alla morte nel giro di pochi minuti: il sintomo visibile è una banale epistassi, che nasconde però molto di più. Ma il virus non è il solo a causare morti nella trilogia, La Settima Profezia infatti comincia proprio con una metodologia più tipica dei gialli: un uomo sgozzato nella vasca idromassaggio. Potrei poi parlarti di uno impiccato e di molti altri morti per colpo d’arma da fuoco, ma avremmo bisogno di molto più tempo… dopotutto parliamo di una trilogia di mille pagine e ci sono un sacco di morti ammazzati :-)

CSW: Nei tuoi due libri della saga si parla di un modo di morire quasi naturale, un virus, ma le ingerenze esterne mi fanno propendere per inserirli nella categoria delle morti per veleno. Che dici è forse il caso di creare una nuova categoria delle morti per cause naturali oppure lo lasciamo in quella delle morti per veleno?

GLB: Un po’ purtroppo hai ragione, oggigiorno il veleno nell’acqua, nell’aria, in quello che mangiamo è all’ordine del giorno. Pensa che nel mio libro uno dei personaggi è soprannominato Lucrezia Borgia proprio perché lavora in una multinazionale che è accusata, nei siti cospirazionisti della mia finzione, di avvelenare il mondo. Temo che il veleno sia a tutti gli effetti un modo moderno di morire.

CSW: Epidemia, pandemia, o comunque la si voglia chiamare o comunque si svilupperà nel terzo libro della saga. Nel tuo caso specifico o in generale, pensi che sia il modo di morire che può influenzare la trama, oppure è la trama che condiziona il modo di morire in un libro?

GLB: Senza dubbio è la trama che influenza il modo di morire. Non riuscirei a sviluppare una storia partendo da quello che per me è una conseguenza, non un’azione scatenante. Mi spiego meglio: se la trama prevede uno scontro a fuoco, la conseguenza logica è che i personaggi muoiano colpiti da una pallottola. Farei fatica a pensare che qualcuno possa morire perché cade in un tombino.

CSW: Necessità di trama, ma anche personaggi dalle diverse caratteristiche. Secondo te è vero che personaggi diversi sembrano richiedere modi di morire diversi, oppure non è sempre vero?

GLB: Credo che sia così solo a volte. Spesso purtroppo la morte è anche dovuta alla casualità: incidente aereo, una tegola che ti cade sulla testa, cadere in un tombino, per collegarci all’esempio di prima. In questi casi che il personaggio sia un agente segreto o un salumiere è irrilevante. Altre volte invece la professione influisce: uno che va a caccia ha, ad esempio, una seppur remota possibilità di morire per una schioppettata. In linea di massima non ho una regola fissa: è la storia che mi porta a decidere come muoiono i personaggi.

CSW: Di solito a questo punto chiediamo ai nostri ospiti se sanno già come morirà il loro prossimo personaggio. A te invece chiediamo, quando potremmo leggere l’ultimo libro della saga?

GLB: Diciamo che potrebbe essere un buon regalo per san Valentino

CSW: Grazie per essere stato con noi assieme alla Fenice Saga nella classifica dei Cento modi di morire in un libro.

GLB: Grazie a voi, e uscendo state attenti ai tombini aperti.

41 La classifica

 

cc  CSide Writer – Marco Ischia

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