C-Incontri – le interviste – Matteo Strukul

C-Incontri  Le interviste (106)

Quest’intervista nasce innanzitutto dal Festival Giallo Garda che non finirò mai di ringraziare per queste succulenti occasioni di cultura che ci offre, nasce ovviamente dal lato C che cerchiamo di perseguire senza ben sapere cosa sia, essendo per sua stessa definizione quel lato che ognuno di noi vuole trovare nei libri. Oggi quindi incontriamo lo scrittore Matteo Strukul, per parlare con lui della sua trilogia dedicata alla dinastia de’ Medici edita da Newton Compton.

Nota: quest’intervista l’abbiamo fatta prima che si aggiudicasse il premio Bancarella

CSW: Ciao Matteo benvenuto su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro divano virtuale, posso offriti qualcosa da bere?

MS: Considerato l’orario (11.00) e l’offerta illimitata del bar virtuale prendo volentieri un banale Aperol Spritz dal sapore molto Austroungherese.

CSW: Una trilogia romanzata sulla dinastia medicea mancava nel panorama letterario italiano. Ci racconti in breve com’è nata l’idea per queste mille pagine e oltre?

MS: Come dici giustamente, nel panorama letterario italiano non c’era un romanzo che affrontasse la vita di personaggi storici così importanti, almeno non di quelli che ho scelto io, un vuoto narrativo poco utilizzato nel quale mi sono inserito, e nel quale invece vorrei citare in proposito gli ottimi libri di Patrizia Debicke van der Noot che affrontano però altre figure. In questo spazio di manovra mi sono potuto districare riferendomi a quelle che secondo me sono fra le figure fra le più rappresentative della dinastia medicea. Dopo due anni di studi durante i quali ho cercato di approfondire il periodo storico da un punto di vista non soltanto delle ambientazioni, ma anche di come si svolgevano i duelli, di quali fossero le parentele, e molti altri dettagli dell’epoca, ho proposto il progetto a un editore come Newton Compton che aveva nel suo catalogo già oltre ventisei saggi dedicati ai Medici ma nessun romanzo. Il progetto ambizioso è piaciuto e ne sono seguiti quindici mesi di scrittura che hanno portato all’uscita del primo volume in ottobre 2016 seguito subito dopo dagli altri due.

CSW: Tre libri che a mio avviso sono da leggere in seguito uno all’altro e che affrontano alcuni personaggi storici che hanno dato lustro alla dinastia medicea, ma altri che ne rimangono inevitabilmente fuori. Quanto è stato difficile scegliere quali personaggi raccontare, considerata l’ampiezza dell’albero genealogico e delle sue ramificazioni?

MS: Francamente ho avuto pochi dubbi, nel senso che Lorenzo, e Caterina sono forse i più rappresentativi dal punto di vista della notorietà storica, quindi partire da Cosimo il vecchio diventava quasi un passaggio obbligato essendo colui che ha portato la dinastia a un altro livello rispetto ai suoi predecessori. E’ vero che ci sarebbero altri personaggi come Giovanni dalle bande nere, ma loro secondo me sono davvero i più rappresentativi che però in qualche modo non sono mai stati rappresentati. Io attribuisco questa mancanza a una sorta di timore reverenziale nei confronti di personaggi storici che incutono una giusta paura nello scrittore che vuole in qualche modo narrarne le gesta.

CSW: Storia e narrazione, fiction e documentazione. Romanzi storici come i tuoi secondo te possono essere un veicolo di cultura che passa attraverso l’intrattenimento della lettura?

MS: Le etichette non mi sono mai piaciute ma sicuramente possiamo definire i miei come romanzi storici per la loro stessa struttura che unisce il fatto storico con l’invenzione narrativa. Trovo che possano essere come altri un veicolo per conoscere un periodo storico, così come i noir di denuncia ripercorrono fatti storici e politici diventatone in qualche modo una testimonianza. Nei miei romanzi è più presente una vocazione divulgativa della storia dell’arte, del bello, ma anche dei meccanismi di potere dell’epoca, degli organi di giustizia, penso a quando si parla degli otto di guardia o del confaloniere di giustizia, solo per fare degli esempi.

CSW: Questo è il momento della domanda che propongo sempre ai nostri ospiti. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

MS: Il lato C lo vedo come quello spunto di riflessione, d’insegnamento e di apprendimento senza dimenticare la vocazione del divertimento. Godere nell’immergersi nella lettura, in un mondo non reale. Ecco il lato C della scrittura è la creazione di questo mondo alternativo oltre la dimensione del reale.

CSW: Personaggi dal genio incomparabile compaiono nella trilogia con una presenza garbata, ma portano con loro il pensiero che senza il mecenatismo della casata medicea, forse ci saremmo persi opere uniche non solo al mondo ma anche nel tempo. Quanto è facile, se lo è, fare questa constatazione con il senno di poi?

MS: In verità è molto facile, al punto da dimenticarci quanti sono stati straordinari, al punto da dare per scontato il loro valore dimenticandoci di valorizzarli. Andrebbe fatto di più, come una sorta di obbligo etico per celebrare la memoria e ricordare un modello di cultura all’interno della società che potrebbe ancor oggi essere un modello di sviluppo per il nostro paese. Non dimentichiamo che siamo la culla dell’arte, e abbiamo abdicato a questo ruolo in favore di altri, anestetizzanti da una palude culturale, va bene il progresso tecnologico, ma in tutto questo questo non dovremmo mai trascurare d’includere un processo di valorizzazione della cultura.

CSW: In particolare nel terzo libro della trilogia si respira un’aria d’altri tempi. C’è in questo senso un autore del passato che ti ha ispirato?

MS: Alexandre Dumas tutta la vita. Se questo aspetto è più evidente nel terzo libro a causa della sua ambientazione francese, che richiama il ciclo dei tre moschettieri, dei Valois, dei Borgia, il mio intento è stato quello di riproporre il feuilleton, il cosiddetto romanzo d’appendice come riferimento al passato, ma in un tentativo di attualizzarlo. Se poi ci sono riuscito non spetta e me dirlo.

CSW: Nel tuo futuro letterario so che è già in arrivo un nuovo libro. Ce ne parli un po’?

MS: Più di uno a dire il vero, a ottobre/novembre uscirà sempre per Newton Compton un nuovo romanzo storico di cui non posso dirvi nulla, mentre per il 2018 è già prevista l’uscita di un romanzo per Mondadori dedicata a Casanova, alla Serenissima e al settecento veneziano.

CSW: Grazie per essere stato con noi con questa ventata di storia e di romanzo. Prima di salutarci ci regali un C-saluto?

MS: Vi saluto con un consiglio di lettura. Leggete “Il Profumo” di Patrick Süskind se non lo avete già fatto.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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