C-Incontri – le interviste – Luca Occhi

C-Incontri  Le interviste (100)

Oggi su CSide Writer incontriamo lo scrittore Luca Occhi, amante del giallo, fondatore di Officine Wort, e amico del lato C. Ci sediamo a chiacchierare con lui del suo romanzo d’esordio “Il Cainita” (Damster Edizioni) sperando che nessuno se ne stia in agguato pensando che siamo troppo buoni.

  

CSW: Ciao Luca benvenuto su CSide Writer, è un grandissimo piacere averti qui. L’ultima volta che ci siamo incontrati hai offerto tu, mentre ti accomodi sul nostro divano virtuale posso offriti io qualcosa da bere?

LO: Volentieri, grazie. Se è mattina prenderei un decaffeinato senza zucchero, magari doppio, che iniziare la giornata è sempre dura; mezzogiorno una bella spremuta d’arancia, ricca di sane vitamine; tardo pomeriggio uno spritz, anche due, e se è già sera un calice di vino, tanto per cominciare (bianco o rosso dipende da cosa c’è per cena, e comunque teniamoci la bottiglia a portata di mano). Infine, se è notte, un bicchierino di rum come viatico a un’attività onirica interessante (Sailor Jerry o Medellin sono fra i miei preferiti).

CSW: Il tuo è un libro che ho definito “diretto e senza equivoci” proprio per l’impatto dei tuoi incipit, di cui alla base c’è un personaggio davvero interessante. Ci racconti in breve com’è nata l’idea per questo libro?

LO: La suggestione è nata da un bellissimo racconto di Borges dal titolo “I due Teologi” e contenuto nella raccolta L’Aleph. Vi si accennava, di sfuggita, a una setta gnostica conosciuta come gli Istrioni o i Cainiti. Ecco, quel breve passo circa le loro eccentriche consuetudini mi ha affascinato, al punto da obbligarmi a costruirci attorno un intero romanzo.

CSW: Un assassino che come prerogativa uccide i buoni non si vede molto spesso. Oltre a un’idea originale, qual è il vero ingrediente che non può mancare in un thriller o in giallo come il tuo?

LO: Credo che la cosa fondamentale sia riuscire a creare la giusta tensione narrativa, in modo da fare restare il lettore sempre con te, incollato alle pagine del libro e alla storia. Deve sempre provare quell’eccitante sensazione che deriva dal domandarsi: “Oh cavolo, e adesso cosa mai accadrà?”

CSW: “Il Cainita” affonda le sue origini in qualcosa di reale, o forse dovrei dire di già scritto. Quanta ricerca occorre e quanto è importante documentarsi in tal senso per rendere credibile una storia come questa?

LO: La fase di ricerca è stata fondamentale, anche perché ogni capitolo del romanzo si conclude con un flash back storico che va dal 1914 sino al VI secolo d.C., passando per l’epopea del Far West, quella dei pirati e le crociate. Un’autentica vocazione al martirio, per uno scrittore, il romanzo con anche solo delle vaghe connotazioni storiche. Perché ti obbliga a un lavoro di studio e ricostruzione che sai non sarà comunque mai “storicamente” perfetto, occupandoti di narrativa e non di saggistica.

CSW: Questo lo sai è il momento per la domanda irrinunciabile per gli ospiti del lato C. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

LO: Forse la Seduzione. In fondo, scrivere, è sempre un più o meno consapevole atto di seduzione nei confronti del lettore.

CSW: “Il Cainita” è il tuo romanzo d’esordio, ma tu sei anche uno scrittore che si è affermato in molti premi letterari. Cosa ne pensi proprio dei premi letterari? Quanto possono essere utili per un autore?

LO: Per me rappresentano una palestra irrinunciabile, che mi consente di tenermi sempre in forma. E poi sono l’occasione, per uno scrittore, di conoscere persone con cui condividere la medesima passione. In fondo, anche noi ci siamo conosciuti grazie a un Premio Letterario, giusto?

CSW: Difronte a un romanzo d’esordio non posso fare a meno di proporti una domanda che tanti autori esordienti vorrebbero farti. Se dovessi dare loro un consiglio di scrittura, quale ti sentiresti di dare?

LO: Mah, non mi sento molto indicato a dare consigli. Posso però dirti che non mi sono mai arreso davanti ai rifiuti e ho sempre cercato di migliorare i manoscritti che presentavo alle varie case editrici, non smettendo mai di editarli, proprio come fossero delle cose vive, in continua crescita ed evoluzione. Sempre con il fermo intento di pubblicare con una casa editrice seria, come è avvenuto, senza accettare scorciatoie, come mi è stato tante volte proposto.

CSW: Credo di non sbagliare se affermo che sei un appassionato del genere giallo. Se dovessi scegliere un autore del passato da mettere nella tua libreria ideale chi sceglieresti? E uno attuale invece?

LO: Se penso al giallo classico, non posso non citare Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes. Ma io amo il genere in tutte le sue sfumature, passando dal hard-boiled americano al polar francese. In questo caso, due sono i nomi che mi vengono subito in mente: Raymond Chandler e Andrè Hèlèna. Se invece pensiamo agli scrittori attuali la lista è lunghissima, e ne fanno parte anche tanti amici. Mi appello quindi alla facoltà di non rispondere. Lancio però una piccola provocazione: alla letteratura di genere scandinava, tanto di moda, continuo a preferire quella mediterranea.

CSW: Forse è un po’ presto per parlarne, ma so che anche tu sei uno scrittore compulsivo. Puoi già anticiparci quale sarà il tuo prossimo progetto letterario?

LO: Vedo che sei bene informato, infatti ho già pronti diversi romanzi che aspettano solo l’onda giusta per poter cercare di fare la loro gara. Ho appena finito anche quello con cui vorrei continuare la mia avventura con la collana #Comma 21 della Damster Edizioni. Il curatore, Fabio Mundadori, visto il buon esito de “Il Cainita”, è sembrato interessato. Voi, nel frattempo, tenete incrociate le dita per me.

CSW: Grazie per essere stato con noi, che dopo aver letto il tuo libro abbiamo imparato a essere un po’ buoni ma anche un po’ cattivi. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

LO: Vi lascio con una frase di Christopher Morley che amo molto e che vuole essere anche un augurio a tutti i lettori: “Quando si vende un libro a una persona non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla. Gli si vende un’intera nuova vita”. Buone vite a tutti.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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