C-Incontri – le interviste – Eter Baratta – il mosaico

C-Incontri  Le interviste (97)

Oggi su CSide Writer incontriamo Eter Baratta (http://eterbaratta-mosaicart.com/), creatrice di mosaici e artista sopraffina. Quello che mi ha incuriosito quando ho visto i suoi lavori è l’insieme dei materiali, il connubio fra origini diverse per dare forma a una visione finale davvero unica. La similitudine con i libri avviene quasi in maniera naturale, e come molte storie narrate da tante piccole tessere che alla fine danno forma a una storia unica, forse il mosaico è la vera risposta al lato C!

( https://www.facebook.com/search/top/?q=eter%20baratta%20mosaic%20art )

CSW: Ciao Eter benvenuta su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro accogliente divano virtuale, con annesso mosaico sullo sfondo, posso offriti qualcosa da bere?

EB: Grazie Marco, molto volentieri, si parla meglio davanti ad un buon bicchiere.

CSW: Ti occupi della realizzazione di mosaici, occupazione abbastanza insolita, se mi permetti. Ci racconti in breve com’è nata questa tua passione? E come si deve fare per diventare mosaicista?

EB: La passione è nata nel 2000 quando in un mio viaggio in Friuli mi ritrovai a visitare una mostra di mosaico e fu una vera e propria folgorazione. Ma non seguii subito quella strada, bensì mi diedi alla grafica editoriale e pubblicitaria, settore in cui ho lavorato diversi anni, finchè nel 2007, non avendo trovato gratificazione nel mio vecchio lavoro e sentendo sempre più forte la necessità di creare con le mie mani, decisi di iscrivermi ad un corso di mosaico, ricordandomi di quella mostra. Per diventare mosaicista ci sono diverse strade ma la più completa anche se meno immediata, è quella che ho scelto io. Ho frequentato la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo che è la scuola professionale più famosa e specializzata per quanto riguarda il campo del mosaico. Estremamente conosciuta all’estero tanto che ogni anno richiama numerosi studenti da ogni parte del mondo. Il corso dura 3 anni ma è possibile seguire anche corsi brevi e provare questa esperienza.

CSW: Creare e comporre mosaici lo vedo come un’occupazione per persone pazienti, ma allo stesso momento mi da anche l’impressione di essere molto rilassante, quasi terapeutico. Com’è invece nella realtà?

EB: Il mosaico risulta terapeutico nel momento in cui scatta la passione per quest’arte. Senza una vera passione risulta impossibile fare questo lavoro. Anche un mosaicista di professione abituato a determinati ritmi, spesso viene messo a dura prova fisica e mentale ma i risultati finali ripagano e danno molte soddisfazioni.

CSW: Nei tuoi lavori ho visto che metti assieme materiali diversi andando anche un po’ oltre la concezione comune del mosaico. Esistono diverse correnti artistiche e di pensiero in tal senso?

EB: Il mosaico è un’arte semplice e complessa allo stesso tempo. Creare immagini o sensazioni attraverso l’uso di materiali diversi, è un gioco tra il mosaicista e il fruitore dell’opera. Esistono diverse correnti artistiche legate alla storia millenaria del mosaico, ma nel mosaico contemporaneo le possibilità sono infinite ed i mezzi espressivi sono a totale discrezione del mosaicista.

CSW: Spesso i libri, soprattutto nel thriller e nel giallo, sono fatti di tante piccole tessere che rivelano la trama. Volendo trovare delle analogie, quando progetti un mosaico, hai già ben chiaro come lo comporrai, oppure ti capita di lasciarti andare all’ispirazione del momento?

EB: Bellissima domanda. Nel mosaico vi è una fase progettuale necessaria al fine di dover reperire determinati materiali. E’ necessario calcolare bene e dosare la quantità dei diversi componenti e le diverse cromie. In linea generale viene stabilito un tipo di lavorazione e la forma delle tessere prima di cominciare. A conti fatti, però, man mano che si va avanti nella realizzazione, predomina il lato creativo ed ecco che si assiste a variazioni di forma, piccole aggiunte di colore non previste che rendono unica ed imprevedibile ciascuna opera. Io stessa mi meraviglio sempre del risultato finale perché per quanto lo si possa immaginare, il mosaico sorprende con i suoi giochi di luce lasciando spiazzati. Dunque esattamente come nella stesura di un testo, vi è un evolversi che è proprio di chi si lascia guidare dalla propria arte.

CSW: Solitamente a questo punto la domanda di rito è relativa al lato C della scrittura, ma la modifico per l’occasione. Quale potrebbe essere secondo te il lato C del mosaico?

EB: Il lato C del mosaico è il “fine” e non il “mezzo”. Per molti il mosaico è uno strumento, un semplice linguaggio che si sceglie per rappresentare una determinata immagine. A me piace vedere il mosaico come fine ultimo, ossia non ciò che viene rappresentato ma COME, le scelte cromatiche e stilistiche danno diverse chiavi di lettura senza rendere l’opera una composizione manieristica fine a sé stessa. Per questo motivo nelle mie opere personali, do molto spazio al materiale, alla forma ed al colore più che al soggetto in sé. E’ giusto che il mosaico parli il proprio linguaggio che è ben diverso dalla pittura ed altre forme espressive.

CSW: Ma torniamo alla creazione del mosaico. Nell’era del “tutto e subito” come quella in cui viviamo, come s’inserisce una creatrice di mosaici? Chi è il tuo cliente medio? E quello ideale?

EB: Il mosaico ci riporta ad una dimensione parallela in cui c’è bisogno del giusto tempo per realizzare qualcosa. Proprio perché è fatto a mano in tempi relativamente lunghi, risulta essere qualcosa di unico e non replicabile in serie. E’ questo il grande valore del mosaico artistico. Il cliente medio spazia da un privato estimatore dell’arte e dell’artigianato, alla casalinga con un grande senso estetico. In generale qualunque persona che apprezzi il bello e riconosca il valore di un’opera interamente realizzata a mano ad hoc per ciascuna richiesta. Il cliente ideale è colui che si affida totalmente alla professionalità del mosaicista dandogli modo di esprimersi al meglio. Mi piacerebbe realizzare in futuro, sempre più lavori in spazi pubblici di ampia visibilità, Alberghi, Luoghi d’incontro, e riuscire così a giocare con gli spazi circostanti in modo che chiunque possa godere appieno del mosaico e conoscere maggiormente questa forma d’arte misconosciuta ai più.

CSW: Le rappresentazioni dei tuoi mosaici sono molto eterogenee fra loro, iconografia religiosa, opere geometriche, opere astratte. Quanto lavoro di preparazione si deve fare, e quanto conta documentarsi prima della creazione di un mosaico?

EB: Grazie per questa osservazione. Il mosaico, essendo un’arte millenaria, ha una lunghissima storia alle spalle. A seconda di ciò che si va a realizzare bisogna essere a conoscenza di quella storia per poter creare un’opera nel migliore dei modi. Se, ad esempio, realizziamo una copia di un antico mosaico romano, dobbiamo conoscerne lo stile, la forma delle tessere e i materiali più consoni per la realizzazione di un mosaico che sia coerente a quello stile. La Scuola del Mosaico di Spilimbergo da un ampia preparazione in tal senso: è suddivisa in 3 anni in cui si realizzano mosaici di diverse epoche man mano che si va avanti con il percorso, partendo dall’antichità ed integrando la pratica con lo studio della Storia del Mosaico attraverso i secoli.

CSW: Io confesso che di mosaici non so nulla, ma esistono artisti del passato che ti va di citare per farceli conoscere? E uno attuale?

EB: Ci sono numerosi artisti ma forse il più giusto da ricordare per aver rivoluzionato il mondo del mosaico creando la tecnica indiretta su carta è Gian Domenico Facchina a cui si deve la realizzazione musiva dell’Opera di Parigi. Ma anche artisti come Chagall, Severini, Gaudì hanno usato il mosaico per diverse loro opere. Uno degli artisti contemporanei di fama mondiale che spesso utilizza il mosaico come mezzo espressivo è Mimmo Paladino, ad esempio.

CSW: Un ultima domanda per noi che siamo sempre molto curiosi. Ci puoi svelare a cosa stai lavorando in questo momento? E il tuo prossimo progetto quale sarà?

EB: In questo momento sto lavorando a più opere in contemporanea, tra tutte un’opera personale che verrà esposta nella prossima mostra collettiva a cui parteciperò a Cava Dei Tirreni con L’Associazione Avalon Arte. Nei miei progetti futuri c’è il desiderio di poter organizzare dei corsi di mosaico per tutti coloro che vorranno cimentarsi con quest’arte.

CSW: Grazie per essere stata con noi a incastrare le tessere di questa bella chiacchierata. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

EB: Grazie a te per la bella opportunità e grazie a tutti coloro che spenderanno qualche minuto per leggermi ed esplorare questo mondo fatto di luce e colore. C-iao a tutti!

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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