C-Incontri – le interviste – Greta Cerretti

C-Incontri  Le interviste (87)

Oggi su CSide Writer incontriamo Greta Cerretti, abile scrittrice e non solo, che ha molto da dire nell’ambito della scrittura e di cui abbiamo appena letto il suo libro “Love Song” (Emma books), godendoci appieno le atmosfere risvegliate dai suoi personaggi. Ci sediamo con lei per chiacchierare di scrittura con in sottofondo una cantante speciale che si esibisce per noi accompagnata alla tastiera dal mitico Freezer, mentre noi siamo sempre alla ricerca del lato C.

foto-book  love-song

CSW: Ciao Greta bentornata su CSide Writer, l’ultima volta eri in felice e “ardente” compagnia e ricordo che hai preso un blody mary, mentre ti siedi nel nostro accogliente salotto virtuale, posso offriti qualcosa da bere dal nostro bar altrettanto virtuale?

GC: Ciao Marco, hai un’ottima memoria, Complimenti. Credo che prenderò una Corona, oggi. Facciamo Cin Cin con le bottigliette ormai Calde?

CSW: Io ho trovato il tuo libro spassoso fino alla risata, ma anche profondo nei contenuti. Ci racconti com’è nata l’idea per questa storia?

GC: Molto spesso i miei romanzi nascono da una suggestione. Un’immagine, un’emozione, una scena. Per Love Song si tratta della parola “Termouomo”. Quando ho sentito “the real” Andrea usare questo termine, ho capito che non poteva volare via così. Sono partita per regalargli un racconto… poi mi sono lasciata prendere la mano.

CSW: Come stavo dicendo, in “Love Song” le prime pagine scorrono in un’atmosfera un po’ da chick lit, volgendo poi verso i grandi valori della vita quali l’amicizia e l’amore. Io ci vedo due chiavi di lettura, tu invece, lo hai scritto con l’intento di un animo spensierato o di un animo impegnato?

GC: Da quando ho capito che preferisco far ridere la gente, piuttosto che farla piangere, mi sono dedicata con passione al genere chick lit. Ma la nostra anima non si può nascondere, specialmente nella scrittura. Quindi, come faccio nella vita, uso l’ironia (in realtà più il sarcasmo, a essere onesta) per dire brutali verità. Però con Love Song il mio intento principale era proprio far divertire il lettore. Se poi ridendo capisci qualcosa in più di te stesso, è ancora meglio. Non trovi?

CSW: La storia che racconti nel tuo libro è quella di Elena, una ragazza di borgata semplice e spensierata al punto da non capire un sacco di cose che le accadono attorno, e che inizia a capire solo quando tocca il fondo. Rimanendo sulla doppia chiave di lettura, ci spieghi qual’è il segreto per mantenere un ritmo incalzante e accattivante anche quando si affrontano tematiche meno superficiali?

GC: Io amo mettere in scena personaggi come Elena, del tutto privi di capacità autoriflessiva. Quando facevo clinica (sono psicoterapeuta, ndr) ho visto in atto nei pazienti questo comportamento milioni di volte. Le persone fanno e dicono cose senza rendersi conto del significato che queste azioni e parole hanno, su di loro e su chi le circonda. Quindi il segreto è semplicemente dare potere alle parole, in particolare a quelle non dette.

CSW: Questa è una domanda pettegolezzo che mi viene invece ispirata dal lato ironico del tuo libro. Quanto contano per te nella vita l’ironia e l’autoironia?

GC: Come ho già anticipato, ironia e soprattutto sarcasmo contano tantissimo per me. Spesso perfino mia figlia mi chiede se quello che dico l’ho detto sul serio o ironicamente. Diciamo che più della metà delle mie affermazioni sono dette in tono ironico, è proprio la mia modalità di relazionarmi con le persone. L’autironia è arrivata più tardi, invece, con le sicurezze dell’età matura. Adesso mi prendo in giro senza problemi. Prima ero molto più permalosa.

CSW: Questo dilemma è quello che invece propongo a tutti coloro che passano dalle parti di CSide Writer. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

GC: Mi prendi in un momento difficile per questa risposta. Dopo la fiera del libro di Roma dello scorso dicembre, ho scoperto un lato C della scrittura che mi ha sconvolta. Oggi ti direi la Consapevolezza. Tanta, troppa gente scrive per affermare se stessa, per curare le proprie ferite, per esprimere un bisogno narcisistico. Scrivere è Comunicare, pensare al lettore e non a se stessi, quindi esattamente il contrario dei motivi che spingono le persone a farlo.

CSW: Al tuo attivo hai diverse pubblicazioni in diversi generi letterari. Cosa cambia secondo te nell’approccio alla scrittura passando da un genere all’altro?

GC: Amo cambiare genere, sperimentare. Ti anticipo che sta per uscire dal mio Cassetto un romanzo di genere del tutto nuovo (per me). Quello che cambia è essenzialmente la tecnica, e di nuovo quello che conta di più è la parola, il linguaggio. Le storie, i contenuti, quelli sono universali se una storia funziona. Ma non si può scrivere fantascienza con le stesse scelte lessicali del chick lit, così come non puoi scrivere un giallo con lo stesso vocabolario di un mainstream. Quindi per passare da un genere all’altro devi essere un po’ Camaleonte, come parlare una lingua diversa ogni volta. È stimolante.

CSW: Prima dei saluti finali, siamo curiosi di sapere in cosa ti cimenterai nel tuo prossimo futuro letterario. Progetti per il futuro?

GC: L’ho detto, sarà un genere del tutto nuovo. Ma per avere l’anticipazione, dovrai aspettare il 31 gennaio. Sei un uomo paziente?

CSW: Grazie per essere stata con noi dando una ventata di vitalità al lato C. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

GC: Certamente! Chiacchierare Con C Side è sempre Cool!

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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