C-Incontri – le interviste – Riccardo Bassi

C-Incontri  Le interviste (81)

Oggi su CSide Writer saliamo virtualmente in auto, in treno, su un traghetto, o su qualsiasi mezzo che permetta di chiacchierare viaggiando. Ci sembra il modo migliore per parlare con Riccardo Bassi del suo libro “La nostra prima vera estate” (Gilgamesh Edizioni). Chissà che viaggiando non riusciamo ad avvicinarci al lato C della scrittura che tutti stanno cercando.

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CSW: Ciao Riccardo, benvenuto nel salotto di CSide Writer, pensavo di salire in moto, ma visto che i veri bikers non usano l’interfono diventava difficile chiacchierare, che ne dici se ci accomodiamo sul nostro accogliente divano virtuale a forma di C? E già che ci sono posso offrirti qualcosa da bere?

RB: Un saluto a te e a tutti gli amici di C-Side Writer. In questo stravagante salotto gradirei molto volentieri una buona tazza di tè verde!

CSW: Il tuo libro è un viaggio nelle emozioni, e nei ricordi che le emozioni ci lasciano. Ci racconti com’è nata l’idea per questa storia?

RB: L’idea del nuovo libro era nata a pochi giorni dalla pubblicazione del primo: “La mia seconda manche. Dentro di me batteva una storia, qualcosa che avevo voglia di raccontare, ma non sapevo da che parte cominciare. Poi un DJ, intervistandomi sul primo romanzo, mi colse alla sprovvista con una domanda sul mio futuro di scrittore: non ho esitato. Ho detto sì. E la sera stessa ho cominciato a riempire cartelle con appunti e spunti.

CSW: Ci sono passioni come l’amore per un compagno o una compagna, passioni come l’amicizia, e poi ci sono passioni che sono un misto di tutte e due le cose. Amore e Amicizia, partendo dal tuo libro, quanto contano nella vita?

RB: Amore e Amicizia sono due sentimenti differenti ma senza i quali si rischierebbe di non sopravvivere. Prova a immaginare un mondo senza valori?! Ce la fai?

Io non riesco. Durante la stesura del libro ho incrociato storie d’amore e di amicizia trascinando il lettore in un “mondo” di affetti e complicazioni dove alla fine trionfa il bene, come accade nelle fiabe per bambini. Amo il lieto fine.

CSW: Alcuni protagonisti, li conosciamo ragazzi, e per certi versi rimangono tali anche quando crescono. Secondo te quando si è giovani si vede davvero il mondo in maniera differente?

RB: Ogni generazione attraversa la storia in maniera diversa. Indubbiamente i ragazzi sono, a volte, fragili e influenzabili. Poi diventano adulti e conquistano una personalità. Poi vabbè, ci sono gli adulti “maturi” e “gli eterni ragazzini”. Un tempo, negli anni 60, con la beat generation c’era un muro molto chiaro tra conservatori e ribelli. Oggi è tutto più uniformato, omologato. Guarda i social: dal profilo, al modo di postare tutti sembrano aver adottato lo stesso linguaggio. Ma basterà per vincere la guerra contro il tempo e conquistare l’elisir di eterna giovinezza?

CSW: Nel tuo libro una parte fondamentale è dedicata alla musica, e non mi riferisco alla trama o all’introduzione di tutti i capitoli, ma a quei piccoli accenni ai testi di alcune canzoni. Pensi anche tu che i cantautori sono i veri poeti dei nostri tempi?

RB: Ho sempre considerato i cantautori dei poeti. Con poche frasi esprimono concetti intramontabili. Molte canzoni sono figlie del disagio sociale ed entrano nel nostro quotidiano per consolare e regalare emozioni. La scelta, non casuale, è stata di alfabetizzare i capitoli partendo dalla A come amicizia arrivando alla V come viaggio. In aggiunta c’è una breve presentazione di un DJ immaginario che conduce il lettore al nuovo capitolo dando ritmo e musica alle parole.

CSW: Questa è la domanda canonica che non manco mai di proporre a chi viene a trovarci. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

RB: Nella vita, come nella scrittura, non credo che esista un lato C, sono dell’opinione che la cosiddetta fortuna si trovi a metà strada tra la bravura e l’opportunità. Sicuramente quando si crede in un progetto bisognerebbe lavorare intensamente dedicandovi energia e tempo, senza mai perdere la passione. Ad esempio nell’ambito del calcio spiego sempre ai giocatori che prima o poi l’impegno, la costanza e l’intensità con cui si affrontano le dure sedute di allenamento vengono ripagate dai risultati. Infine la vittoria più grande, al di là dei successi, è aver fatto il possibile per vincere.

CSW: Nel libro, uno spazio particolare è dedicato agli amici a quattro zampe, e mi riferisco a Black e agli altri cani di Julienne, ma anche a quelli reali che citi alla fine del libro. Ce ne vuoi parlare?

RB: Inizialmente cercavo un elemento che potesse creare una gag nei momenti intimi dei protagonisti. Ed ecco spuntare l’amico più fedele dell’uomo: il cane.

A fine racconto ho deciso di scrivere una lettera per sensibilizzare il lettore sul problema dell’abbandono dei cani. Infatti nel racconto ad un certo punto narro: «La vita era già ritornata sulle strade e, lungo i marciapiedi, tra barboni e turisti, s’incrociavano gli sguardi smarriti dei residenti. Qualche bottiglia rotta, qualche cagnolino solitario, qualche vigile infuriato». Questa frase è servita per spiegare che ci sono ancora tanti cani abbandonati al loro destino. Per fortuna ci sono diverse associazioni per la tutela dei loro diritti. Una di queste si chiama Diamoci La Zampa. Si tratta di un’associazione fatta da volontari che, gestendo un rifugio alle porte di Milano, offre ai trovatelli un posto caldo e accogliente dove possono dormire, mangiare, socializzare ed essere controllati dal punto di vista sanitario.

Per chi fosse interessato ad adottare un cane può contattare direttamente: Associazione Diamoci la Zampa Onlus Sede legale: Via Cesare Battisti 19, 20097 San Donato Milanese MI Tel 027532990 – 3357223954 3392433225 diamocilazampaonlus@gmail.com www.diamocilazampa.it– FB ASSOCIAZIONE DIAMOCI LA ZAMPA ONLUS – Rifugio: Arzago d’Adda (BG).

CSW: Ti cito testualmente “un bacio cambia sempre la vita”, accade a Gabriel nel tuo libro ma non dirò con chi per non rovinare la sorpresa. Tu hai mai avuto questa sensazione mentre baciavi?

RB: Si, con la “mia” Silvia! Infatti il primo bacio mi ha portato direttamente al fidanzamento e il successivo alla convivenza.

Poi, un giorno, scattò un bacio fatidico a 3.500 MT circa in località Lobbia Alta dove il Santo Padre (Papa Wojtyla Giovanni Paolo II) andava a sciare con il mio amico Lino Zani. In quell’atmosfera mistica e magica ho chiesto a Silvia di sposarmi.

La risposta è stata:”tenendo conto che siamo ad alta quota, sei sicuro che ti arrivi un po’ di ossigeno al cervello?”
Poi, l’
ultimo bacio fatale prima di tutti gli altri quotidiani: sull’altare della chiesa di Temù. Sì, i baci possono cambiare la vita!

CSW: Il tuo libro è un viaggio romantico ma anche divertente. Hai già in mente la prossima storia e il prossimo viaggio?

RB: Si sto scrivendo le prime bozze. Per il momento è prematura ogni anticipazione, posso solo anticiparti che sarà un altroviaggio!

CSW: Grazie per essere stato con noi in questa bella chiacchierata. Prima di lasciarci ci regali un C saluto?

RB: Un caro e affettuoso saluto a tutti gli amici di CSide Writer! Buon Viaggio e Buona Lettura! Ricky

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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