C-Incontri – le interviste – Letizia Triches

C-Incontri  Le interviste (76)

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Oggi su CSide Writer torna a trovarci Letizia Triches che non finiremo mai di ringraziare per come scrive e per la sua disponibilità. Chiacchieriamo con lei di scrittura, arte e musica, e del suo ultimo libro “I delitti della laguna”, un giallo d’investigazione secondo la migliore delle tradizioni, con l’aggiunta di quell’arte che solo lei ci sa mettere.

CSW: Ciao Letizia bentornata su CSide Writer, mentre saliamo su questa gondola virtuale che abbiamo approntato per l’occasione, posso offrirti ancora una volta qualcosa da bere?

LT: Accetto volentieri, ma sarai tu a seguirmi. Il gondoliere ci condurrà in prossimità di un bàcaro. Una di quelle osterie un po’ fuorimano, nascoste ai turisti. E lì berremo un’ombra, un bicchiere di vino bianco fresco, magari accompagnato da qualche antipastino tipico veneziano.

CSW: In questa nuova avventura di Giuliano Neri, impariamo anche a conoscere un po’ di più il tuo personaggio. Ad esempio si scopre che non gli piacciono le sarde (inteso come pesce) ma invece è goloso di gelato. Quando si crea un personaggio, dettagli come questi nascono un po’ alla volta in maniera spontanea o sono frutto di attenta pianificazione?

LT: Per me non c’è stato un piano preciso nel delineare ogni sfaccettatura del mio personaggio. Certo, prima di scriverne, sapevo già molte cose di lui. È introverso, complicato, ha una mente speculativa, incline a mettere, in ogni momento, in discussione le proprie certezze. Giuliano ha la capacità di vedere il mondo in un modo diverso da come ci appare. Inoltre, ha il vizio del fumo. Quel “velo profumato e impalpabile” di cui parlava Mario Soldati, convinto che fosse necessario a proteggerci dalle atrocità del mondo. Ma è stata Stella La Rosa, un altro dei miei personaggi, a farmi scoprire che Giuliano ama i gelati. Fa parte del lavoro di noi scrittori sorprenderci per come i protagonisti delle nostre storie evolvano man mano davanti ai nostri occhi.

CSW: La vicenda si svolge a Venezia, come si può in parte dedurre dal titolo. Dopo Firenze e Roma come mai hai scelto di ambientare questa nuova storia proprio nella laguna?

LT: Le mie storie nascono sempre da un luogo. E questo luogo è sempre una città che conosco bene. Per me ogni città ha un colore e ogni colore è legato a un’emozione precisa. Da qui arrivo al sentimento che la identifica e che diventa la causa scatenante delle vicende di cui narro. Nel caso di Venezia, il sentimento è la malinconia. Uno stato di sospensione che si esprime con un desiderio indefinito. I personaggi di questa storia vivono sospesi tra il cielo e l’acqua. L’acqua è uno specchio in cui le cose si riflettono, smaterializzandosi e lasciando al loro posto i colori. Sono convinta che una storia come questa non potrebbe esistere se non a Venezia.

CSW: Questo è il momento della domanda irrinunciabile, che abbiamo modificato per l’occasione. Quale potrebbe essere secondo te il lato C di Venezia?

LT: Per me Venezia è un auditorium in cui si ascolta un concerto inedito. È una città che funziona come un’immensa cassa di risonanza: le sirene delle navi, il linguaggio degli uccelli (specie dei gabbiani…), i richiami dei gondolieri, il frullio delle ali dei piccioni, il rombo dei motoscafi, il gemito delle funi arrotolate sulle bitte dalle mani esperte dei marinai, i tacchi che, nella notte, risuonano sui masegni. Tutto spazza via d’un colpo i suoni che siamo abituati a udire in qualsiasi altra città.

CSW: Pittura, fotografia musica. Quale può essere il fattore aggiunto portato da queste tre cose nella trama di un giallo?

LT: Ognuno di questi tre elementi è presente nei miei romanzi. Forse perché pittura, fotografia e musica sono legate alla mia vita. Tuttavia, ne “I delitti della laguna”, se dovessi dare un suggerimento al lettore, gli direi di non perdere di vista un colore, una fotografia e un musicista afroamericano. Otis Moore è un personaggio che agisce solo nelle prime pagine, visto che farà quasi subito una brutta fine, ma è lui il vero motore della storia. Lui, il magnifico bluesman di Cannaregio.

CSW: Venezia la descrivi anche come ispiratrice di pittori e musicisti. Tu hai un luogo preferito dove scrivere, ed esiste secondo te un luogo perfetto per scrivere?

LT: Quando inizio a scrivere un romanzo passo attraverso tre fasi. La prima, la più lunga, in cui creo i personaggi, interrogandomi di continuo su di loro. Così facendo, si delinea la storia. Allora comincio a prendere appunti, elaboro schede, delineo una sinossi. Mi serve solo un computer e posso trovarmi ovunque. Dove non ha importanza. La seconda fase è quella in cui devo assorbire da ciò che mi circonda, facendolo mio. E quindi mi trasferisco fisicamente nella città prescelta, per raccogliere materiale e riempire taccuini di descrizioni. L’equivalente dei bozzetti per un pittore. L’ultima fase corrisponde al vero lavoro della scrittura. Potrei definirlo disciplina e passione. Molte ore di scrittura al giorno, seduta alla scrivania del mio studio: l’unico luogo in cui , finalmente, mi lascio andare al flusso delle emozioni.

CSW: Come sai qui siamo un po’ curiosi. Dopo questa particolare tonalità d’indaco possiamo già sperare in un nuovo colore… letterario?

LT: In questi giorni sto programmando il mio prossimo tour nell’arte e nel delitto. Viaggerò verso il profondo sud. Approderò nell’isola del mito. Come avrete capito, mi accoglierà la Sicilia. Nel susseguirsi delle sue luci e delle sue ombre, scelgo il nero. Un non colore che assorbe tutti gli altri. Solo i più grandi pittori sono in grado di maneggiarlo… Non vi svelerò, invece, in quale città si trasferisce Giuliano Neri. Per lasciarvi ancora sospesi in un po’ di mistero.

CSW: Grazie per essere stata ancora una volta in nostra compagnia. Ti possiamo chiedere come sempre di regalarci C-saluto?

LT: Grazie per la bella ospitalità che mi riservate. Questa volta il mio saluto vuole essere un augurio. Poiché nel nostro cervello la bellezza abita da sempre, tanto da predisporci a riconoscerla ovunque essa sia, vi auguro di riscoprire la bellezza dello spazio e dei colori del luogo in cui siete nati.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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