C-Incontri – le interviste – Edda Negri Mussolini, Emma moriconi

C-Incontri  Le interviste (74)

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Oggi su CSide Writer, abbiamo il piacere d’incontrare Edda Negri Mussolini e Emma Moriconi, per sederci a chiacchierare non solo del loro libro “Donna Rachele” (Minerva), ma anche per provare a parale un po’ di storia e di storie. Due splendide autrici che ci accompagnano in questa intervista doppia dove noi cercheremo di scrutare fra i meandri della scrittura sempre alla ricerca del lato C.

CSW: Ciao Edda e ciao Emma benvenute su CSide Writer. Mentre vi accomodate sul nostro accogliente divano virtuale posso offrirvi qualcosa da bere dal nostro bar altrettanto virtuale?

ENM: Ciao, grazie molto comodo questo divano virtuale. Posso avere una spremuta d’arancia?

EM: Caffè virtuale, grazie. E grazie per l’invito.

CSW: Il vostro è un libro a tratti personale e a tratti storico, che parte dal presupposto di raccontare la storia di “Donna Rachele” senza esserne però una semplice biografia. Ci raccontate in breve com’è nata l’idea per questo libro?

ENM: Per caso. Ho sempre voluto scrivere un libro sulla nonna Rachele, ma scrivere un libro non è così semplice. Poi per una coincidenza (anche se dico sempre che le coincidenze non esistono) ho conosciuto Emma. Aveva scritto un articolo su mia mamma, l’ho contattata, siamo diventate amiche e le ho chiesto se mi aiutava a scrivere il libro che definisco : “il libro della mia vita”.

EM: Edda conservava un sogno nel cuore: raccontare sua nonna, dedicare a questa donna straordinaria un libro che parlasse di lei e della sua vita, una vita difficile, la vita di una grande donna di coraggio, semplice e forte al tempo stesso. Ci conoscemmo per via di un articolo che scrissi sul Giornale d’Italia dedicato a sua madre Anna Maria e il feeling fu immediato. Mi chiese di lavorare a questo progetto con lei, e ne fui onorata.

CSW: Partendo dall’idea si passa ai contenuti, che sono molto intimi per Edda (per ovvie ragioni di parentela) e forse più d’interesse di cronaca storica per Emma. Qual’è stata la cosa più inaspettata nel percorso di scrittura di questo libro?

ENM: Sicuramente i contenuti sono più affettivi ed intimi per me. Non la cosa inaspettata ma “le cose” più inaspettate. La prima è stata la facilità nello scrivere, i racconti a volte venivano fuori da soli. Era come se la nonna fosse lì con me a suggerirli. L’altra è che c’è ancora molto da dire e scoprire sulla mia famiglia. Abbiamo trovato tanti documenti negli archivi che non sono mai stati scritti sui libri, che aspettano solo di essere visti e letti.

EM: La incredibile serie di coincidenze, che poi coincidenze non sono, almeno secondo noi. I racconti di Edda si sposavano perfettamente con i documenti che via via ci trovavamo tra le mani. Straordinario come le vicende andassero a incastrarsi così perfettamente tra loro, come i ricordi e i documenti viaggiassero insieme.

CSW: Ci sono molti aneddoti che rimangono impressi, a me in particolare quello riferito alle matite rosse-blu che rimanendo al loro posto assumono quasi un ruolo di metafora. Esiste un messaggio o una chiave di lettura che vorreste che il lettore abbia con il libro?

ENM: Sicuramente il messaggio principale è quello di far conoscere la storia di questa Donna, che ha avuto una grande forza e coraggio nell’affrontare quello che la vita le ha riservato. Sempre con grande umiltà e rispetto verso tutti. Ma anche vedere la storia della mia famiglia con occhi diversi, in maniera obiettiva. In molti leggendo mi dicono che molti racconti non li conoscevano.

EM: Vorrei che venisse letto senza pregiudizi, al riparo dalle ideologie. Solo questo. Che venisse letto con la stesa sincerità con cui noi lo abbiamo scritto

CSW: Scrivere questo libro che parla di una persona che è stata per Edda la propria nonna e per Emma un personaggio della storia, implica portare a galla le proprie emozioni ma anche tanta ricerca. Nello scrivere ha prevalso di più la tecnica o il sentimento?

ENM: Entrambe le cose per me. A volte i sentimenti prendevano il sopravvento, ma quando trovavo documenti in archivio allora cercavo di distaccarmi dall’essere “nipote” e li guardavo con occhi obiettivi cercando di essere “tecnica” e non emotivamente coinvolta.

EM: Sicuramente il sentimento. La tecnica è venuta fuori da sé. Non è un lavoro “su commissione”, è la storia vera di una donna e della sua famiglia, un libro scritto con il cuore. Cuore prima di tutto, sicuramente.

CSW: Questa è la domanda che propongo a tutti gli ospiti di CSide Writer. Quale potrebbe essere secondo voi il lato C della scrittura?

ENM: Quello di non prendersi sul serio e di scrivere quello che abbiamo nel cuore senza pensare se il libro avrà successo e quanto guadagnerò, se piacerà. Quello che si scrive deve piacere prima a chi scrive (scusate il gioco di parole) poi a chi lo leggerà.

EM: Farei una considerazione: sarebbe a mio parere giunto il tempo di abbattere gli steccati ideologici e guardare al fatto che siamo Italiani e abbiamo una lunga e importante storia alle spalle, una storia che passa anche per vite come quella di Rachele, con tutti i suoi drammi e le sue tragedie. Vite che possono insegnare qualcosa, ancora oggi, anzi oggi più che mai.

CSW: Il vostro libro è frutto non solo di racconti diretti da parte della nonna di Edda, ma anche di attente ricerche che hanno coinvolto molte persone. Qual’è stato l’incontro che vi è rimasto più nel cuore?

ENM: Una signora all’ Archivio di Stato di Roma che mi ha detto lei ha un grande coraggio a fare ricerche sulla sua famiglia. Ma anche le facce stupite delle persone quando mi presentavo ” Buongiorno. Sono Edda Negri Mussolini, sto cercando documenti su mio nonno Benito Mussolini” le bocche si aprivano e i commenti che venivano fuori erano i più strani tipo : “lei dove va crea subbuglio” .

EM: Il mio? Quello con Edda. A Forlì, la prima volta, davanti all’Archivio di Stato, sotto la pioggia.

CSW: Questo non è un libro politico, ma trattando anche di personaggi storici, cerca di raccontare la storia come una vicenda vissuta da un diverso punto di vista. In qualche modo avete avuto un riscontro di persone che leggendolo si stanno facendo un idea differente della storia intesa come passato?

ENM: Come dicevo anche prima ci sono persone che leggendolo hanno detto che ci sono racconti che non avevano mai letto e che ora vedono alcuni fatti da un punto di vista differente.

EM: Direi quasi tutte.

CSW: Immagino che non sia stato possibile raggruppare in un solo libro tutto il materiale che avete trovato e tutte le testimonianze che avete raccolto. Possiamo aspettarci un nuovo libro?

ENM: Sicuramente ci saranno altri libri. Abbiamo trovato molto materiale. Certo non sarà un sequel, come qualcuno ci ha chiesto. Ogni giorno si scrive e si parla della mia famiglia, quindi c’è ancora molto da dire.

EM: Solo uno?

CSW: Grazie per la pazienza e per essere state con noi in questa piacevole chiacchierata. Prima di lasciarci ci regalate un C-saluto?

ENM: Il mio saluto è quello di leggere. Leggere qualsiasi libro. In ogni libro troveremo quello che cerchiamo in quel momento: sogni, voglia di imparare, forza, gioia, amore, romanticismo, storia, ma soprattutto troveremo un pezzetto di noi con le emozioni che ci regala!

EM: Grazie e buona lettura, qualsiasi libro stiate leggendo. Perché leggere apre la mente, e spesso anche il cuore.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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