C-Incontri – le interviste – Alessandro Berselli

C-Incontri  Le interviste (73)

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Oggi su CSide Writer, ospitiamo lo scrittore Alessandro Berselli, dopo averlo incontrato fisicamente nell’ambito di una serata legata al Festival Giallo Garda, e dopo aver passato un pomeriggio con lui a chiacchierare di libri e di scrittura, lo incontriamo virtualmente nel salotto di CSide Writer per continuare a chiacchierare di scrittura, del suo libro “Kamasutra Kevin” davanti a qualcosa da bere.

CSW: Ciao Alessandro, benvenuto su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro divano trasformato solo per oggi a forma di K in onore di Kevin, posso offriti qualcosa da bere dal nostro bar virtuale?

AB: Negroni, grazie. Poco ghiaccio. La conosci quella biondina in fondo che sta parlando con la barista?

CSW: Kamasutra Kevin, è un libro dalla copertina rosa, e in qualche modo è un libro che parla anche d’amore. Ci racconti in breve com’è nata l’idea per questa storia?

AB: Ok, non la conosci. Bene, parliamo di questo accidenti di libro allora. In linea di massima direi che si tratta di un romanzo di formazione. Anzi. Di controformazione. Di controformazione erotica per l’esattezza. Prendi un diciassettenne che sta vivendo l’età più complicata della sua vita, aggiungigli un nome da pirla e completa il quadro con il fatto che è vergine. Può bastare come sinossi?

CSW: Kevin è un ragazzo sfigato, sia in senso fisico che caratteriale, e gli eventi della sua vita non lo aiutano di certo. Le sue vicende sono narrate in un mix d’ironia e tragicità. Come si fondono questi due aspetti nella scrittura, dando ad entrambi quell’equilibrio che rende piacevole la lettura?

AB: Volevo scrivere il nuovo IL GIOVANE HOLDEN ed è piuttosto evidente che ci sia riuscito. Direi quasi che il libro di Salinger ne esce addirittura sconfitto, in fondo il mio Kevin è molto più figo anche nella sua inettitudine, e fa ridere un sacco. Gli ingredienti per un best seller ci sono tutti, no? Adolescenza, sesso, umorismo al vetriolo e, come dici tu, sapiente mix tra tragicità e ironia. Cosa devo fare di più? Lavarvi la macchina?

CSW: In una storia dalla narrazione “leggera” intesa come ironica e dissacrante allo stesso tempo, parlando di sesso, di rapporti e turbe adolescianziali, in realtà questo è anche, come ci hai ricordato, un libro di formazione (o di controformazione). Il lettore che s’imbatte in queste pagine, quale messaggio dovrebbe o potrebbe trarne?

AB: Nessun messaggio, non sono mica un guru, io scrivo storie. Dio maledica gli scrittori che vogliono portare messaggi, noi siamo narratori mandati su questa terra per farvi divertire, non per dare risposte. Lasciamo le sentenze ai sociologi e a chi pensa di possedere le chiave di interpretazione. Noi siamo solo coglioncelli ganzi.

CSW: Questa è la domanda che non manco mai di proporre ai nostri ospiti. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

AB: Non saprei. Non credo nemmeno di avere compreso il lato A e il lato B, figurati la terza dimensione. Forse l’immaginario che la letteratura evoca? Il cinema è bidimensionale, un libro costruisce ologrammi. Che cavolo sto dicendo? Comunque suona bene.

CSW: Ci siamo incontrati grazie a una serata promossa dal Festival Giallo Garda. Cosa ne pensi in generale dei festival letterari e dei premi letterari annessi?

AB: Dipende. Alcuni sono fantastici, quelli dove c’è la gente, il sudore, le pagine realmente lette. Quelli importanti con le mazzette sotto il tavolo invece non mi piacciono. Ma questa è la frase che dicono tutti gli scrittori che non sono finalisti allo Strega. In realtà voglio vincere il Campiello, come Simona Vinci (bravissima)

CSW: Il tuo libro è pubblicato nella collana Glam di Pendragon, della quale sei curatore assieme a Gianluca Morozzi. Considerato che l’ho già chiesto anche a lui, cosa dovrebbe sapere un autore prima di pensare di proporvi un suo scritto?

AB: Essere controcorrente, non ottemperante le regole, e sapere scrivere stilosissimo. No scrittori ingessati, imbrigliati, poeti stilnovisti e geni incompresi. Se sei rock e vivi on the road meglio. Anche essere ragazza carina aiuta.

CSW: La storia di Kevin finisce con la promessa di un viaggio. Avremmo modo di leggere ancora di lui? E nel frattempo qual’è il tuo prossimo progetto letterario?

AB: Kamasutra Kevin Resurrection. Titolo cazzuto per un sequel. Mi piace.

CSW: Grazie per essere stato con noi in questa bella chiacchierata. Prima di lasciarci in compagnia di Kevin che non ne vuole sapere di togliersi quel ridicolo costumino in microsilk, ci regali un C-saluto?

AB: Leggete questo libro, che se non lo fate la gente ride e vi segna a dito.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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