Morivamo di Freddo – Rosalia Messina

C-BookLe recensioni (139)

 

MORIVAMO DI FREDDO

Rosalia Messina

(Durango)

Il lato A (la copertina)

messina_cover_morivamo-di-freddo

Il lato B (la storia, i protagonisti)

Morivamo di freddo” è un romanzo costruito col contagocce. Nella scrittura di Rosalia Messina non c’è ansia da prestazione, non c’è la voglia di atterrire il lettore con un colpo di scena o una trovata repentina. “Morivamo di freddo” è il frutto di una costruzione lenta, ponderata, un susseguirsi morbido di scene e dialoghi ben costruiti. Da questa pagine emergono tutte le sfaccettature, le contraddizioni, le tragedie umane. Emergono senza che il lettore se ne accorga, a poco a poco, un pezzo per volta. Questo perché lo stile di Rosalia Messina è frutto di uno studio naturale: quando il talento è così evidente da non dover essere strillato, sono le parole a comporsi da sole, a costruire uno spaccato veritiero, doloroso, bellissimo.

La prepotente sicurezza di Enrico, l’irriducibile tristezza di Mauro, la vita apparentemente perfetta di Guido, le insicurezze di Sandra, i sensi di colpa di Loredana. Due coppie, quattro persone: vite che sono cresciute insieme; vite che si sono sfiorate per decenni, in perenne contatto, per giungere infine alla conclusione di non conoscersi.

Morivamo di freddo” è il romanzo del disincanto: vivere con una persona non significa conoscerla. Innamorarsene, crescere insieme, dividere la quotidianità non significa essere parte della sua vita. La vicinanza come distanza incolmabile, la non conoscibilità dell’altro come muro inespugnabile dei rapporti umani, che continuano a divorare giorni, ignorando forse una verità tanto semplice quanto devastante: nessuno può conoscerci davvero, nel profondo. Nessuno può sapere cosa nascondiamo nei nostri baratri oscuri. Forse nemmeno noi stessi.

Il lato C (il pensiero di CSide Writer)

Forse l’aspetto più drammatico, e al contempo più ironico, dei rapporti umani, che siano di amicizia, di amore o di lavoro, risiede nello scoprire che è impossibile conoscere davvero qualcuno. Sotto questo aspetto non c’è molta differenza tra noi stessi e le persone attorno a noi: conosciamo poco sia gli uni che gli altri.

Dopo il lato C (una citazione, una frase)

mio padre che sostanzialmente non c’era, mia madre e io che orbitavamo intorno a questo sole spento e morivamo di freddo”

 

cc CSide Writer – Diego Di DIo

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