C-Incontri – le interviste – Daniele Pisani

C-Incontri  Le interviste (69)

 Foto Daniele Pisani  space-castaway

Oggi su CSide Writer, incontriamo Daniele Pisani, scrittore che si destreggia abilmente in diversi generi letterari. Ci sediamo a chiacchierare con lui di scrittura di Chew-9 sempre alla ricerca del lato C della scrittura!

CSW: Ciao Daniele benvenuto su CSide Writer. Mentre ci stringiamo in questa nave classe G arenata su un pianeta inospitale, e appurato che non abbiamo scomparti segreti, posso offriti qualcosa da bere dal nostro fornitissimo bar virtuale?

DP: Grazie! Per me un caffè, corretto con il Chew-9.

CSW: È uscito da poco un tuo nuovo racconto di fantascienza per la serie Chew-9 ideata da Franco Forte. Considerato che ti sei già cimentato in questa serie, ci racconti com’è nata l’idea per questo nuovo racconto?

DP: Come per i precedenti, sono partito da una domanda molto semplice: cosa permette di fare il Chew-9, la droga del benessere? Quale potere concede, una volta assunta? Trovata la risposta, e accertatomi che nessun autore della collana ci aveva pensato prima di me, ho unito questa idea con il tema classico della SF dell’astronauta perso nello spazio. A quel punto, ho costruito un abbozzo di trama. Poi ho cominciato a “bombardarlo” di ulteriori domande per… distruggerlo! In questa fase metto alla prova la logica e la coerenza dell’intero impianto. Se regge, proseguo con il resto del lavoro. Salvo rare eccezioni, è il modus operandi che applico sempre.

CSW: Hai scelto di raccontare la vicenda sotto forma di diario. Io l’ho trovato dinamico e accattivante, come ti sei trovato invece a scriverlo?

DP: Un diario particolare: un diario vocale. Nella mia finzione, ho immaginato che il protagonista, su 1.032 tracce audio registrate, ne trascriva una selezione significativa per raccontare la vicenda che lo ha visto coinvolto. E ho avuto cura che sembrassero proprio tali: cioè le trascrizioni di una serie di registrazioni. Per questo, nella fase di revisione, leggevo a voce alta immaginando di essere il protagonista che registra la propria voce. L’intenzione era di aumentare il più possibile il realismo. Mi sono divertito molto.

CSW: Ti sei già cimentato con successo in altri generi letterari, dall’apocrifo Sherlockiano (finalista al premio Tedeschi 2012), al giallo storico, passando per il dark fantasy per arrivare alla fantascienza pura con tre racconti per la serie Chew-9. Cosa cambia secondo te nello scrivere nei diversi generi letterari?

DP: Quando si “costruiscono” romanzi o racconti, si assemblano vari elementi. A parte stile e linguaggio, i grandi “contenitori” da cui si attinge sono due: quello “emotivo” e quello “tecnico”. Quello “emotivo” riguarda le passioni umane: amore, odio, paura, rabbia, malinconia, eccetera. È infinito, come i colori, e comprende le innumerevoli sfumature di tutti i sentimenti umani, inclusi quelli più complessi, che spesso non si possono descrivere con una parola sola. Poi c’è il contenitore “tecnico”. Attenzione: quello “emotivo” è fisso. Quello “tecnico”, invece, varia in continuazione, a seconda del genere. Ecco, quindi, cosa cambia. Nel caso della SF bisogna inserire elementi “tecnici” come: viaggi interstellari, navicelle spaziali, pistole laser, alieni, eccetera… Personalmente, trovo rassicurante sapere che in qualunque genere mi cimenti, posso sempre affidarmi, nel creare quella speciale amalgama che è la magia della narrazione, a un contenitore fisso, standard, da cui non si può prescindere: quello delle emozioni umane.

CSW: Anche rinchiusi qua dentro, non posso evitare di farti la domanda che proponiamo a tutti i nostri ospiti. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

DP: La meraviglia. Prima ancora però del famoso “sense of wonder”. Intendo altro, di più semplice. Pensiamoci: cosa mi tiene incollato a un pezzo di carta su cui sono impressi con l’inchiostro dei semplici segnetti, che però mi permettono di accedere a un universo di sogni ed emozioni. La scrittura: la più grande invenzione umana. Più di internet, del pc, della ruota o del volo.

CSW: Immagino tu abbia una passione per l’investigatore nato dalla penna di Sir. Conan Doyle, ma se dovessi scegliere qualche autore del passato che ti ha appassionato, quale sceglieresti? E uno attuale?

DP: Immagini bene: Conan Doyle è uno dei miei maestri. Del passato? Be’, ho scritto un giallo storico con protagonista Giacomo Casanova; scelgo lui: tra le altre cose, è stato un memorialista straordinario. Ammiro il suo stile. Mi ha insegnato moltissimo. Non è per nulla antiquato; lo trovo molto moderno, nonostante una certa ampollosità (che non disprezzo), che tuttavia era il marchio di fabbrica degli scrittori del suo tempo. E poi c’è Lovecraft. E Tolkien, che tra tutti gli “indagatori dell’irreale” è stato il più grande. Come autore moderno vivente, nutro un’ammirazione sconfinata per Martin, l’autore de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.

CSW: Molti esordienti scrittori commettono errori a volte banali altre volte più rilevanti. C’è qualche consiglio ti senti di dare a chi scrive e vorrebbe migliorarsi?

DP: Sì, volentieri. Sono consigli che, però, vanno un po’ controcorrente, vi avverto. Tutti dicono leggere tanto; io no. O meglio: se puoi leggere tanto, ottimo. Ma soprattutto: leggi bene. Meglio dodici libri l’anno letti bene che cento letti a casaccio. E, preferibilmente, di generi diversi. E poi, leggere poesia anche se scrivi prosa. Ovviamente non ti aiuterà nella grammatica o nella sintassi. In poesia tutto è stravolto. La poesia affina la tua sensibilità alla parola. E scusate se è poco. Infine, partire dalla noia della lettura. Sì, la noia; non fraintendetemi: adoro leggere. Ma nessuno parla mai di quanto sia noioso leggere qualcosa scritto male. Se ti annoi, non interrompere e continua a leggere. Fai questo sforzo finché non capisci perché ti annoi. Tempo sprecato? No. Se ce la fai, hai imparato qualcosa di importantissimo. Quando io scrivo, la domanda che mi assilla sempre è: sto annoiando il lettore? Scrivere è un atto d’amore nei suoi confronti; mai dimenticarlo. Bisogna trattarlo bene, prendersi cura di lui.

CSW: Vista la tua “duttilità letteraria” cosa dobbiamo aspettarci nei tuoi progetti per il futuro?

DP: Mesi fa ho inviato alla Delos un romanzo breve e un racconto. Sono in attesa di riscontro. Il romanzo breve è la seconda puntata di Casanova per la collana History Crime. Il racconto invece è per la collana Delos Crime. Spero poi, entro fine luglio, di inviare, sempre alla Delos, un nuovo apocrifo Sherlockiano e un altro racconto riguardante il Chew-9. E poi ci sarebbe il Premio Tedeschi dell’anno prossimo…

CSW: Grazie per aver condiviso con noi quest’avventura. Considerato che il computer quantico ha ricominciato a funzionare, prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

DP: C-ao a tutti! C-sentiamo!

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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