C-Incontri – le interviste – Marco Zanoni

C-Incontri  Le interviste (65)

marco zanoni  distillati di parole

Oggi su CSide Writer, torna a trovarci Marco Zanoni, questa volta per parlare di un concorso letterario e di come questo trovi un connubio con la grappa, perché distillare parole o gocce di spirito richiedono entrambi tempo e passione… proprio come il lato C.

CSW: Ciao Marco bentornato su CSide Writer. Per partire con il piede giusto, mentre ti accomodi sul nostro divano virtuale, ti offrirei un goccio di grappa di moscato, che ne dici?

MZ: Benissimo, così mi metti subito a mio agio! La prendo volentieri questa grappa dai profumi tenui ma al tempo stesso inebrianti, come lo è del resto la cultura di cui vogliamo essere appassionati divulgatori.

CSW: Siamo qui per parlare del concorso letterario “Distillati di parole”, ci dici com’è nato e qual è lo “spirito” di questo concorso? (Ho fatto anche la battuta di “spirito” appunto)

MZ: Volevamo creare un evento che fosse legato alla Grappa ma che non fosse per forza di degustazione o di abbinamento culinario. La Grappa, come da tempo sosteniamo dalle pagine del nostro blog (www.passionegrappa.it), affonda le sue radici nella tradizione e nella cultura dei nostri territori. Per questo motivo abbiamo pensato di renderla un’affettuosa e spiritosa compagna di viaggio di questo Concorso Letterario Nazionale. Il primo nel suo genere, che vede la Grappa trasformarsi ancora, divenendo parola. Il progetto però non poteva concretizzarsi senza l’aiuto e la passione di un grande partner: la Distilleria Brunello di Montegalda (www.grappabrunello.it). Un socio partecipe ed entusiasta, con una tradizione distillatoria artigianale che affonda le sue radici ancor prima dell’Unità d’Italia. Perché anche lo scrittore, aspirante o affermato che sia, è per prima cosa un artigiano della parola.

CSW: Una giuria d’eccezione, la tradizione, la passione per i distillati, e per il giallo inteso come genere letterario. Quale altro buon motivo dovrebbe avere un autore per partecipare a questo concorso?

MZ: Perché parteciperebbe a qualcosa di unico nel suo genere. E poi non scherziamo, guardate che nomi possiamo spendere nella nostra giuria! Avere la possibilità di far leggere i propri lavori a questi professionisti vale già da solo il prezzo del biglietto. Che è gratuito, perché vogliamo che l’accesso sia libero a tutti e che tutti, possano partecipare con entusiasmo a questa nostra iniziativa. E poi in premio ci sono dei prodotti fantastici della Distilleria, quindi spazzate via ogni indugio e BUTTATEVI! Sarà una splendida avventura.

CSW: I racconti dovranno avere come tema la grappa o un acquavite, e parlare del tempo inteso come tradizione. Questo mi stimola due domande. Qual’è la differenza fra la grappa e l’acquavite? E quanta tradizione c’è nella loro preparazione?

MZ: Cercando di essere meno tecnico possibile ti rispondo dicendo che la Grappa è ottenuta dalla distillazione diretta della vinacce (italiane) e ha dunque il privilegio di essere ricavata dalla parte più aromatica dell’acino d’uva. L’acquavite invece è un distillato di mosto d’uva, è in pratica un distillato di succo fermentato. In tutti i processi di distillazione la mano del mastro distillatore si dimostra fondamentale e da qui anche la tradizione e il territorio alla quale è legata la distilleria. Quello splendido liquido che sgorga dagli alambicchi è la somma di molteplici fattori che rendono la Grappa o l’Acquavite unica nel suo genere. Un distillato di vite, luoghi, tradizioni, storia, passioni, emozioni e duro lavoro.

CSW: La domanda irrinunciabile di CSide Writer la modifico per l’occasione. Quale potrebbe essere secondo te il lato C dei premi letterari? E della grappa?

MZ: Per la Grappa il lato C è sicuramente legato alla sua riscoperta. Con questo intendo che le distillerie italiane negli ultimi anni hanno investito molto nella creazione di prodotti d’eccellenza e su questo punto mi sento di affermare, da appassionato, che i risultati ottenuti sono di indubbio valore. Per i Concorsi Letterari il lato C riguarda soprattutto la voglia di mettersi in gioco. Li trovo un mezzo eccezionale per far leggere i propri lavori al di fuori della ristretta cerchia famigliare e di trovare quindi un riscontro anche da un potenziale pubblico.

CSW: Nel bando di concorso (www.distillatidiparole.it) sono stabiliti anche il limite di 12.000 battute (spazi inclusi) e la data per l’invio dei manoscritti previsto per il 15 luglio 2016. Se dovessi dare un ultimo consiglio a chi sta già pensando a una storia quale ti sentiresti di dare?

MZ: E’ stata scelta la tipologia del giallo proprio perché lo crediamo un genere versatile, un modo interessante per raccontare storie. D’altronde non è la vita stessa una sorta di “giallo” di cui non si conosce la fine? Allora consiglio a tutti di raccontare, di scrivere qualsiasi cosa che in quel momento gli passi per la testa con l’accorgimento però di attenersi al tema dello “Spirito del Tempo” (spiegato nel bando di concorso).

CSW: Grazie per essere passato a trovarci ancora una volta. In attesa di rivederci fra alambicchi e bottiglie di grappa ci regali un C-saluto?

MZ: Ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata e colgo l’occasione per offrire a tutti un giro di una suadente barricata d’Amarone. La C è un’iniziale importantissima, è la C di Cultura: ci siamo già detti tutto.

 

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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