C-Incontri – le interviste – Massimiliano Nuzzolo

C-Incontri  Le interviste (61)

massimiliano nuzzolo     felicefacile

Oggi su CSide Writer, incontriamo Massimiliano Nuzzolo per chiacchierare con lui di scrittura, di storie, del suo libro “La felicità è facile” (Italic Pequod), per scoprire se è nella felicità che si nasconde quel lato C che andiamo cercando.

CSW: Ciao Massimiliano benvenuto su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro divano virtuale posso offriti qualcosa da bere?

MN: Grazie a CSide Writer per l’ospitalità. Considerata l’ora, un caffè, grazie.

CSW: Il titolo del tuo libro cita che “La felicità è facile”, ma poi le storie che racconti sono storie dure. E’ un modo per esorcizzare le difficoltà della vita e dimostrare che c’è di peggio, oppure nel titolo è racchiuso un altro messaggio?

MN: In un certo senso nel titolo del libro, così come nella canzone dei Talk Talk da cui è preso, è racchiusa una certa ironia, e come ho già dichiarato in altre occasioni non è ovviamente fine a se stessa. Nella vita c’è sicuramente di “peggio”, ma per ciascuno i concetti di “peggio”, di “benessere”, di “felicità”, variano in base a vissuto personale, background culturale, ecc., e persino secondo esigenza. Mi piaceva continuare, almeno livello ideale, ciò che avevano fatto prima di me altri autori, lavorando sull’innovazione. Sono millenni che si parla di felicità e ancora non se ne viene a capo. In questi racconti ho rimesso il destino nelle mani dell’uomo avendo ben presente che l’esistenza è spesso beffarda. Ma d’altra parte sono un affezionato di Francois Villon. Di Camus sapete già…

CSW: Diciannove racconti brevi o brevissimi, storie che si vorrebbe durassero più a lungo e altre che vanno bene semplicemente così. Qual è secondo te la peculiarità della dimensione del racconto?

MN: Essere breve? J Al di là della battuta, ciò che cerco in un racconto è l’incisività. Mi viene da pensare a piccoli gesti come una carezza, una sberla, sono “piccoli”, più o meno definiti, ma capita che lascino un segno indelebile.

CSW: Abbiamo detto che nel tuo libro sono racchiuse tante piccole storie. Ma come nasce l’idea per una storia? E per un libro come questo?

MN: Allontanando la concezione tutta italica dell’ispirazione calata dall’alto, le storie sono ovunque, basta aprire gli occhi e osservarle. E’ in seguito che inizia il lavoro duro… Per un libro come questo c’è stato il lavoro di anni, di materiali via via accumulati e smaltiti e di altri sempre più lavorati, che ruotavano tutti attorno al concetto di felicità, di esistenza, di condizione umana… Poi i numerosi maestri studiati nel tempo hanno contribuito ai piccoli personali omaggi presenti con un timbro, mi auguro, del tutto personale.

CSW: La domanda che proponiamo a tutti coloro con cui ci fermiamo a chiacchierare è sempre la stessa. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

MN: Lato C? Direi ciò che resta, il non scritto e il non detto. Quanto un testo (racconto, romanzo, poesia, ecc.) abbia la potenza di accompagnarti nella vita, una volta chiuso il libro…

CSW: Mentre noi cerchiamo un modo “facile” per raggiungere la felicità, ci anticipi un tuo progetto per il futuro?

MN: Di progetti ne ho vari. Innanzi tutto vorrei riuscire a pubblicare i nuovi lavori dei Soluzione, uso il plurale, perché c’è un nuovo disco della band e il progetto praticamente finito con il filosofo Sgalambro che però è deceduto creando una sorta di smarrimento nei Soluzione. Per quanto riguarda i libri, ho un romanzo in estremo bianco e nero che completa per il momento il percorso iniziato con “L’ultimo disco dei Cure” e proseguito con “Fratture” e “La felicità è facile”, ma ne ho anche uno tutto “a colori” del quale al momento non posso rivelare di più J

CSW: Grazie per essere stato con noi parlando di scrittura e di felicità. Prima di salutarci ci regalaci un C-saluto?

MN: Da sempre mi affascinano gli scrittori che hanno scelto di non apparire (senza considerare quelli vissuti in epoche più lontane), autori che hanno lasciato fosse la loro opera a parlare per loro nel tempo. Un C Saluto meraviglioso potrebbe essere l’auspicio di rimettere al centro della scrittura la scrittura stessa. Meno facce (e tutto ciò che ci sta intorno) più Scrittura.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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2 pensieri su “C-Incontri – le interviste – Massimiliano Nuzzolo

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