C-Incontri – le interviste – Elisabetta Bucciarelli

C-Incontri  Le interviste (59)

la resistenza del maschio  elisabettta bucciarelli

Oggi su CSide Writer, incontriamo Elisabetta Bucciarelli per parlare di scrittura, e del suo ultimo libro “La resistenza del maschio” (NNEditore). Ci sediamo assieme a lei chiacchierando di uomini, donne, e del rapporto che li lega, per cercare di capire se esistono dei lati nascosti che ancora non conosciamo, dei lati C che non avevamo previsto.

CSW: Ciao Elisabetta benvenuta su CSide Writer, mentre decidiamo se sederci nell’affollata sala d’attesa di un certo medico, nell’aula universitaria di un certo professore, oppure sul nostro comodo divano virtuale, posso offrirti qualcosa da bere?

EB: Acqua, grazie.

CSW: Il tuo libro, partendo da un personaggio che enfatizza alcune caratteristiche dell’uomo, mi verrebbe da dire che in fondo parla del rapporto di coppia. Com’è nata l’idea per questo libro?

EB: Ogni libro è un dono. Le emozioni che lo muovono, la ricerca che lo sostiene, le parole prese in prestito al mondo per raccontare. La resistenza del maschio nasce da una necessità forte, spostare il punto di vista sul maschile e provare a tracciare un’idea di movimento degli uomini che osservo intorno a me. Parla di relazioni, non per forza di coppia, o di coppia ma non intesa nel senso canonico. Si può stare in due anche stando da soli, per fare un esempio.

CSW: Leggendo il libro, ho avuto come la sensazione che ognuno di noi è qualcosa di diverso a seconda della persona con cui si relaziona, a seconda delle emozioni che l’altra persona riesce a trasmettere. Non vorrei andare sul difficile, ma è un modo per dire che siamo in continua evoluzione, o che siamo ogni volta qualcosa di diverso per come diversamente veniamo percepiti?

EB: Sono convinta che ci ritroviamo negli occhi, nei pensieri e nell’immaginario di chi abbiamo di fronte. Più l’interlocutore è importante per noi più l’immagine è a fuoco e potrebbe non essere quella che il resto del mondo ci rimanda. Ci sono persone che sono capaci di farci sentire speciali, unici. Che tirano fuori il meglio di noi. Possiamo essere legati da amore, amicizia o professione, ma con loro siamo “differenti”, giochiamo le nostre parti sane, estetiche, fertili. Non è un’unicità romantica (o non solo quella) ma reale, concreta. Non è vero che non si cambia, alcuni incontri della vita ti stravolgono e a volte le mutazioni sono permanenti, forti e sostanziali. E dopo, siamo più di quello che eravamo.

CSW: Nonostante la resistenza, alla fine il maschio segue, a prescindere dalla sua volontà, una sorta d’ineluttabile destino. Senza voler anticipare nulla del libro tu credi più nel destino, o pensi che siamo artefici di noi stessi?

EB: Credo in entrambe le cose. La determinazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi, ma le sinergie fuori da noi contribuiscono a spostare l’asse e ci chiedono nuovi equilibri. Credo nell’evento inaspettato che ti sorprende e ti rimette in gioco. A volte è molto piccolo, per questo dobbiamo imparare a guardare meglio intorno a noi.

CSW: Nel tuo libro si parla anche di arte e di misure. Per te si è trattato di una documentazione per la stesura del libro oppure di una passione per queste due cose?

EB: Ho una passione, tra le altre, per i numeri. Ho studiato Architettura per diversi anni, non dimentico il corso di Disegno e Rilievo, con uno dei rari professori degni della propria cattedra, dove ho misurato quasi tutte le facciate delle chiese romaniche di Milano. Sono ossessiva, compulsiva e ricorsiva. Cerco sempre una presunta precisione, mi arrendo solo di fronte alle emozioni forti e allo stupore. Per questo l’Arte è una presenza fondamentale della mia esistenza. Ho il privilegio di sentirne parlare tutti i giorni.

CSW: I personaggi del tuo libro, sono guidati dal “desiderio”, ma è solo il mio punto di vista. Quali commenti hai ricevuto che non ti saresti aspettata, e quali emozioni che non avevi previsto ha trasmesso questa storia al pubblico di lettori ?

EB: Questa è una domanda molto bella, grazie. Il desiderio è il centro di questo libro. Riconoscerlo, sentirlo e tenerlo in vita. Le donne sono abituate a stare nel desiderio, a coltivarlo e alimentarlo, gli uomini meno. Nel libro uno di loro sceglie una via insolita, discutibile, difficile e non sempre priva di sofferenza. Invece del consumo e del “tutto e subito”, privilegia l’attesa, la distanza e la costruzione di un rapporto che vorrebbe prescindere dagli schemi.

Le lettrici e i lettori mi stanno restituendo riflessioni, storie e commenti che mi confermano l’esistenza della “resistenza” e delle “mutazioni” in corso all’interno del modello maschile.

Inoltre sentono che questo libro è “controllato e viscerale”. Un ossimoro che mi stava a cuore fin dalla prima riga.

Non avevo aspettative particolari, l’affetto che sento è forse la sorpresa più grande. “Questa storia mi resta addosso, è in parte anche la mia” è la frase ripetuta con maggiore frequenza.

CSW: Questa è la domanda che proponiamo a tutti gli ospiti che vengono a trovarci. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

EB: Vorrei essere capace di guardare la tua domanda senza interpretarla, ma come direbbe il protagonista, “vediamo solo ciò che conosciamo”. E allora il lato C della scrittura per me è un semi cerchio, che tende a chiudersi, sempre. L’abilità di chi scrive (ma anche di chi legge) è di mantenere sempre la possibilità di uno spiraglio. Il lato C è lo spiraglio.

CSW: Il primo libro che abbiamo recensito su CSide Writer è stato il tuo “Dritto al cuore”. Ci anticipi un tuo progetto per il futuro?

EB: Sto lavorando al nuovo romanzo, che avrà ancora il maschile al centro della mia ricerca.

CSW: Grazie per essere stata con noi, assieme a Emme, Effe e alle donne in attesa. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

EB: C come Carezza. “Soprattutto le mani” era il titolo di lavorazione del Maschio. La carezza è un gesto che solo le mani sanno compiere, è una scrittura, un segno, una cancellazione. Una carezza, quindi, a te e ai lettori di CSide Writer.

 

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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