C-Incontri – le interviste – G.L. Barone

C-Incontri  Le interviste (58)

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Oggi su CSide Writer, torna nostro gradito ospite G.L. Barone. Dopo aver letto il suo ultimo libro “I manoscritti perduti degli Illuminati” (Newton Compton) ne approfittiamo per chiacchierare con lui di libri ma anche di domande importanti, come l’origine della vita, comunque la si voglia intendere. Che sia racchiusa in questa domanda l’origine del lato C?

CSW: Ciao G. bentornato su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro accogliente divano virtuale posso versarti qualcosa da bere? Ho dell’acqua di fonte che si dice sia miracolosa, ma potremmo sempre tramutarla in un buon vino.

GLB: Ti ringrazio per l’invito e accetto acqua volentieri, anche se in realtà l’uomo che potrebbe trasformarla in vino “abita” nel “nuovo testamento”. Io li, per adesso, sono forestiero: il mio libro parla – tra le tante cose – del Vecchio di testamento :-). In sintesi, ok per l’acqua.

CSW: Il tuo libro, a differenza di quanto si può immaginare dalla copertina, non parla solo di manoscritti perduti, ma anche di un grosso dilemma per l’umanità: l’origine della vita. Senza voler svelare nulla di troppo a chi ancora non lo ha letto, cosa possiamo dire sull’origine del libro? E per restare in tema, come si è evoluta l’idea per questa storia?

GLB: L’idea di parlare dell’origine dell’uomo, caratterizzata storicamente dalla dicotomia tra teoria evoluzionistica e creazionistica, mi è venuta quando ho sentito per la prima volta una conferenza di Mauro Biglino, un esperto traduttore della Bibbia dall’ebraico. Le sue idee, che poi sono riedizioni di teorie già sviluppate da Zecharia Sitchin ed Erich von Däniken, mi hanno dato lo spunto per il libro. Documentandomi sulle cose che dicevano ho scoperto molte cose che non sapevo. Per diversi aspetti mi sono trovato a condividere gli argomenti proposti e a quel punto mi sono domandato il perché tali idee non vengono neppure mai accennate a scuola. Da lì, ho sviluppato il mio mistero, basandomi in gran parte su scoperte e reperti realmente esistenti.

CSW: Le vicende narrate hanno inizio in un passato storico profondo. Quanti misteri, secondo te, sono ancora racchiusi nella storia, intesa come passato dell’uomo?

GLB: Uno dei personaggi del libro dice che conosciamo abbastanza bene gli ultimi 2000 anni della nostra storia e che man mano che andiamo indietro le fonti diventano più frammentarie. Oltre i 10.000 anni conosciamo pochissimo e possiamo fare solo ipotesi. Chi può sapere cosa è accaduto molto prima? 100.000 o 200.000 anni fa, quando presumibilmente è nato (o è stato creato) l’uomo? Me lo sono domandato e chi legge il romanzo si può fare la sua idea, anche perché in coda ho elencato i libri consultati per elaborare la teoria che fa da sfondo alla mia storia dei fiction.

CSW: Non solo misteri, ma anche temi importanti per le religioni, alcune toccate indistintamente nel tuo libro, anche se la Bibbia mi pare abbia un ruolo prevalente. Sei risollevato dal fatto che la Chiesa abbia abolito da tempo i roghi oppure possono esistere ancora in tal senso roghi mediatici?

GLB: In effetti, l’idea del rogo non mi ha mai sfiorato. Il mio è un thriller e il suo scopo primario è intrattenere, mi stupirei che qualcuno prendesse per oro colato quello che dico. Detto questo, è vero, alla base del romanzo ci sono teorie potenzialmente dirompenti, ma a mia discolpa posso dire che non le ho certo inventate io… Se poi alla fine della lettura restano dei dubbi o voglia di approfondire io ne sono contento (perché le ricerche sono state importanti). Se non capita, sono contento ugualmente, purché il lettore si sia divertito.

CSW: Solitamente domandiamo qual’è il lato C della scrittura, ma avendoti già posto la domanda in questo caso la modifichiamo per l’occasione. Qual’è secondo te il lato C del nostro passato?

GLB: Ovviamente quello che non conosciamo perché troppo remoto. Non ne abbiamo memoria e non esistono documenti, fatta eccezione per la Bibbia e altri testi che raccontano avvenimenti simili. Se li leggiamo con occhi diversi, potremmo incontrare delle sorprese. Zecharia Sitchin diceva (e così fa anche uno dei miei personaggi) che la mitologia è il modo che gli antichi trovarono per raccontarci la storia. Impariamo a guardare oltre…

CSW: Nel nostro precedente incontro ci avevi svelato qualcosa a proposito di questo libro, quindi la domanda torna curiosa. Hai già in lavorazione una nuova avventura, oppure è troppo prematuro parlarne?

GLB: Ovviamente sì. Dopo diversi mesi di preparazione in cui ho parlato con archeologi ed esperti di materie ancora per me inesplorate, sto scrivendo un nuovo romanzo. È presto per rivelare dettagli succulenti ma posso dirvi che oltre a personaggi nuovi, rivedremo l’ispettore dell’Interpol Nigel Sforza, già incontrato nella Chiave di Dante. Ne parliamo con più calma l’anno prossimo…

CSW: Grazie ancora una volta per la pazienza e per averci assecondati in questa piacevole chiacchierata. Mentre controlliamo che “il Toro” sia davvero fuori combattimento ci regali un C-saluto?

GLB: Grazie a te, ormai sono di casa. Per quanto riguarda il Toro, lui è un personaggio che mi piace molto. Gli sparano, è vero, ma da nessuna parte abbiamo conferma della sua morte… Speriamo riesca a salvarsi.

 

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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