C-Incontri – le interviste – Roberto Ritondale

C-Incontri  Le interviste (51)

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Oggi su CSide Writer, incontriamo Roberto Ritondale, scrittore che ha visto recentemente il suo racconto dal titolo “Pureste” selezionato per la sezione racconti inediti del premio letterario annesso al Festival Giallo Garda. Chiacchieriamo con lui per parlare di scrittura, di libri, di colori e dell’irrinuciabile lato C.

CSW: Ciao Roberto benvenuto su CSide Writer, mentre ti accomodi sul nostro accogliente divano virtuale, e con uno sguardo sui colori che scaturiscono dalle Grotte di Catullo, posso offriti qualcosa da bere?

RR: Grazie per l’ospitalità, veramente gentili. Ehi, bello questo divano: il mio colore preferito! Prenderei un caffè, rigorosamente macchiato. Mi piace mischiare i sapori del latte e della caffeina, come mi piace mischiare i loro colori.

CSW: Il tuo racconto dal titolo “Pureste”, senza voler svelare nulla, possiamo dire che parla di colori. Ci racconti com’è nata l’idea per questa storia?

RR: Partecipavo a un laboratorio di scrittura (non credete a chi vi dice che i laboratori non servono a nulla) e l’insegnante ci aveva chiesto un racconto che partisse da un colore. Ho provato con il rosso, poi con il grigio… e mi venivano in mente solo le sfumature di Mr. Grey! E se mi inventassi un nuovo colore?, mi sono chiesto. Così è nata l’idea del pureste, un colore che in natura non esiste.

CSW: Come ho anticipato, il tuo racconto è stato selezionato per la raccolta di racconti inediti dal titolo “Onde Gialle” annesso al premio letterario collegato al Festival Giallo Garda. Come sei venuto a conoscenza del concorso? E cosa ne pensi in generale dei concorsi letterari?

RR: Penso dei concorsi letterari la stessa cosa che penso dei laboratori: nonostante vengano spesso denigrati, servono eccome. A crescere. A confrontarsi. Fina a quando non ti misuri con il mondo circostante, puoi pensare che la tua produzione letteraria sia pessima oppure straordinaria. Ma soltanto se ti metti in gioco puoi avere una percezione più vicina alla realtà del valore della tua scrittura.

CSW: Sei autore di racconti e di romanzi, quindi chi meglio di te può rispondere alla prossima domanda. Quali sono secondo te i pregi e quali i difetti nella dimensione della Short Stories rispetto al romanzo?

RR: Più che di pregi e difetti, vorrei parlare dei diversi gradi di difficoltà. Le short stories permettono di non dilungarsi troppo nelle descrizioni, di non definire al meglio tutti i personaggi, ma i racconti hanno bisogno di un’idea forte, se non addirittura geniale. E hanno bisogno, soprattutto, di una conclusione spiazzante, fulminante. Il romanzo chiede invece tempra e tenacia, un certosino lavoro artigianale in cui ogni pezzo deve incastrarsi alla perfezione con tutto il resto. Sintetizzando, il racconto è più difficile, il romanzo è più faticoso. Ma scrivere, per chi ama farlo, dà sempre un piacere infinito.

CSW: Questa è la domanda che faccio agli ospiti che chiacchierano con noi su CSide Writer. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura?

RR: Il lato C lo intendo un po’ come il terzo occhio. Nella scrittura, potrebbe essere il punto di vista. Guardare i nostri tempi, la società attuale, da un’angolazione diversa, appunto da un lato C: è questo lo sforzo che dovrebbe compiere ogni scrittore per stimolare i lettori a vedere il mondo con occhi diversi.

CSW: E’ appena uscito un tuo romanzo dal titolo “Sotto un cielo di carta” (Leone Editore), che parla della carta e del web. Ci racconti qualcosa del libro? E soprattutto quali saranno i prossimi appuntamenti per conoscerlo assieme a te?

RR: Il romanzo, che appartiene al genere distopico, immagina un mondo in cui un regime abolisce la carta, ogni tipo di carta. Affinché tutto sia tracciabile, la dittatura impone l’uso di un tablet governativo, controllando così le emozioni e i sentimenti, gli acquisti e le letture. Ma un ex cartolaio combatte per riconquistare la libertà e riavere la carta. Potremmo dire che è una metafora “orwelliana” sulla dittatura del web. Un libro che sta piacendo a tutti, ai ragazzi e agli adulti, forse perché dentro c’è anche tanto sentimento. Per conoscere invece i prossimi appuntamenti del CartaTour, in cui gioco con il pubblico, basta consultare il mio sito di scrittore ambulante (www.robertoritondale.it) o il sito della casa editrice (www.leoneeditore.it).

CSW: Grazie per essere stato con noi assieme al “colore puro” della passione per la scrittura. Prima di lasciarci ci regali un C-saluto?

RR: C come carta… C come colori… ovvero i temi dominanti del mio romanzo e del mio racconto. Dite la verità, non sono forse lo scrittore perfetto per la vostra C-intervista? Scherzi a parte, vi faccio i complimenti. Seguo già da un po’ il vostro blog, e credo che aiuti molto ad aprire la mente.

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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