45 C-Incontri – le interviste – Luca DI Gialleonardo (2)

C-Incontri  Le interviste (45)

 luca di gialleonardo  erborista01

Oggi su CSide Writer, torniamo a parlare con Luca Di Gialleonardo, amico e scrittore prolifico, al momento in pubblicazione con la saga fantasy “Il gioco dell’Erborista” (Nero Press). Lo incontriamo con piacere per parlare un po’ di scrittura e un po’ di fantasy, il tutto sempre condito dall’irrinunciabile lato C.

CSW: Ciao Luca bentornato su CSide Writer, mentre torni ad accomodarti sul nostro accogliente divano virtuale, visto che sei quasi astemio (ndr) posso offriti qualcosa di analcolico dal nostro bar virtuale?

LDG: Stasera non devo guidare, quindi un limoncello me lo bevo volentieri. Ma giusto un goccio, altrimenti non so come risponderò alle domande!

CSW: Ci siamo già incontrati per parlare di un tuo libro storico, questa volta invece parleremo di una saga fantasy che stai pubblicando con Nero Press. Io so già che sei molto legato a questa trilogia, ci racconti com’è nata?

LDG: Si tratta del mio primo romanzo. Avevo quattordici anni e in quel periodo mi ero perso nelle storie di Michael Ende. Dopo storielle thriller senza capo né coda volevo cimentarmi una avventura senza limiti, per dare sfogo alla mia fantasia. Non avevo un computer e neppure una macchina da scrivere, così, come si faceva allora, presi una penna, un blocco di fogli ad anelli (a quadretti) e mi misi a scrivere le avventure di Panfilo. Ci misi un’intera estate, mentre nel registratore giravano le musicassette di Michael Jackson e Madonna (le mie) e di Luca Carboni e Biagio Antonacci (di mia sorella). Ho ancora quella storia, rilegata a mano e conservata con cura. A diciotto anni l’ho riscritta daccapo, usando il mio primo computer e ai tempi pensavo di averla trasformata in un capolavoro. Niente di più lontano dalla realtà. Ho dovuto riprenderla a trent’anni, dopo migliaia di altre pagine scritte e lette. Questa pubblicazione è la terza versione del romanzo, molto più matura dell’originale, anche se spero che non lo sia troppo: vorrei che ci sia ancora l’anima di quel quattordicenne che scriveva a penna su fogli a quadretti.

CSW: Se non sbaglio siamo già alla pubblicazione del secondo volume. Ma volendo sapere come va a finire la storia quanto credi dovremmo aspettare per leggere il terzo libro della saga?

LDG: Penso che ci vorrà un po’, l’editore ha deciso di far uscire le tre parti con un lasso di tempo che consenta di gustarsi al meglio la lettura. La seconda parte dovrebbe uscire a giorni, la terza penso entro i primi mesi del 2016.

CSW: Sei uno scrittore che si cimenta in diversi generi letterari. Cosa cambia secondo te nello scrivere un genere dall’altro? In quale diversità espressiva può spaziare uno scrittore cambiando appunto genere?

LDG: Cambia molto, anche se, per quanto mi riguarda, più che il genere, è il tipo di personaggio che influenza molto il mio stile di scrittura. Amo immergermi nel punto di vista del personaggio che guida la scena e quindi cerco di adattare lo stile anche al modo di fare del protagonista di turno. Così quando è Panfilo (il protagonista de “Il gioco dell’erborista”) a portare la telecamera ho un tono più fanciullesco, quando invece mi guida Gustavo (il protagonista di “Trenta baiocchi”, Delos Digital) il linguaggio diventa più adulto, ma anche più scanzonato, se devo immergermi nella testa di Ed Kemper (serial killer reale la cui biografia romanzata è narrata in “Big Ed”, Delos Digital) devo trasformarmi a mia volta in un matto sanguinario e rendere la scrittura cruda, sporca, più cupa. Il genere ovviamente influenza lo stile di scrittura, anche se nel mio caso lo fa in modo indiretto, mentre ha di certo un ruolo fondamentale nel tema che viene trattato.

CSW: La creazione di un mondo fantasy risponde a delle regole ben precise, almeno per quel mondo. Quando scrivi una storia come questa ti lasci guidare dall’ispirazione o segui una scaletta precisa?

LDG: La prima stesura, di cui ti ho parlato, era guidata da pura passione e in parte anche la seconda. Questo modo di scrivere è divertente, libero, ma non porta a un risultato professionale. Quelle versioni avevano mille problemi di coerenza e buchi nella trama. Quando ho scritto la terza versione mi sono posto l’obiettivo di scrivere una storia coerente, di non lasciare nulla al caso, di collegare in modo preciso ogni singolo evento della storia. Questo mi ha portato a creare un reale antefatto alla storia narrata al lettore, le cui fila saranno tirate solo nella terza parte. La scaletta è stata fondamentale, anche se meno importante, perché il filo della trama è sempre rimasto lo stesso nelle tre versioni, sebbene con importanti cambiamenti, come personaggi sacrificati alla linearità della storia. Il divertimento c’è stato lo stesso, specie quando l’atteggiamento razionale portava in modo logico soluzioni a problemi che mi si erano creati e ha fatto saltare fuori colpi di scena a cui non avevo pensato, almeno all’inizio.

CSW: Ebook o libro di carta e inchiostro. Cosa cambia secondo te nei due modi di offrirsi ai lettori e alla lettura?

LDG: Da lettore rispondo che non cambia nulla. Per me sono la stessa cosa. Ormai leggo solo in ebook. Mi sono accorto che compro libri di carta solo se sono vecchi e ingialliti (e spesso non disponibili in elettronico), non è facile abbandonare la nostalgia. Ma non tutti i lettori sono così. Molti lettori leggono solo su carta e credo che ci vorrà ancora del tempo prima che questa tendenza cambi sul serio.

CSW: Questa domanda te l’ho già posta, quindi l’adatto per l’occasione. Quale potrebbe essere secondo te il lato C della scrittura fantasy?

LDG: Rispondo aggiungendo una precisazione: scrittura fantasy per ragazzi. Il lato C della scrittura fantasy per ragazzi è il non dimenticare mai che un tempo abbiamo avuto l’età dei lettori per cui stiamo scrivendo ed è necessario che lo si faccia emergere dalle pagine.

CSW: A noi piace sempre sbirciare un po’ nel futuro degli autori. Cosa dobbiamo aspettarci dalla tua penna dopo questa trilogia?

LDG: Credo che per un po’ lavorerò sul genere giallo, anche se ci sarà ancora la fantascienza. A marzo dovrebbe uscire in edicola, grazie ad Ambrosia Fantascienza, la versione cartacea di “Direttiva Shafer”, romanzo già pubblicato in ebook dalla Delos Digital e che penso sia uno dei miei lavori migliori, a cui prima o poi darò un seguito.

CSW: Grazie per essere stato ancora con noi. Non voglio sapere se ti senti più Sellerio o Corviniano, ma ci regali un C-saluto?

LDG: Te lo dico lo stesso: io sono Panfilo, del tutto estraneo e vittima della guerra tra Selleri e Corviniani. Che la fantasia sia sempre con voi!

 

 

cc CSide Writer – Marco Ischia

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