30 C-Cento modi di morire in un libro

C-Cento modi di morire in un libro La rubrica

libro nr. 30

chi bacia

Titolo: Chi bacia e chi viene baciato

Autore: Rosa Mogliasso

Le foto di un fotografo che paparazzano i fondoschiena di alcuni vip, sembrano essere l’unico indizio per scoprire chi ha ucciso la giornalista francese assassinata in una camera d’albergo. La commissario Barbara Gillo si troverà ancora una volta a indagare, sommersa dalle passioni quotidiane, distratta dai sentimenti, sviata dagli eventi personali che immancabilmente si accavallano a quelli professionali. Zuccalà, Peruzzi, la sorella, e un carabiniere a cavallo, ognuno sarà portatore di emozioni contrastanti. Ma è di modi di morire che si parla in questa rubrica, e su questo non ci sono dubbi: “un solo colpo mortale e silenziato”.

Chiacchieriamo con Rosa Mogliasso per cercare di capire quali sono i meccanismi che fanno morire un personaggio in un determinato modo e come questo può influenzare la storia.

CSW: Ciao Rosa, benvenuta con il tuo libro nella rubrica dei Cento modi di morire in un libro. Posso offrirti qualcosa da bere, magari il nostro miglior Nebbiolo o devi guidare?
RM: Senti, non vorrei deluderti, ma raramente bevo alcolici, in compenso ci do dentro con le sigarette, proprio come la mia commissaria.

CSW: Come nasce secondo te l’idea di far morire un personaggio in un determinato modo?  E nello specifico il colpo silenziato è frutto di una scelta precisa o poteva essere un’altra la causa della morte?

RM: Il colpo silenziato era imprescindibile, l’omicidio avviene in un bed and breakfast dove ci sono clienti e orecchie di clienti, il killer non aveva scelta, inoltre mi serviva un’arma che ricorresse anche negli altri omicidi… Ma non vorrei anticipare troppo, nel fortunato caso che qualcuno voglia leggere…

CSW: Parlando di modi di morire in un libro, secondo te, è il modo di far morire un personaggio che può influenzare la trama, o viceversa è la trama che influisce sul modo di far morire un personaggio?

RM: Direi più la seconda, ma se a un autore dovesse mai venire nella piuma un modo davvero particolare di far rendere l’anima, allora varrebbe la pena di piegare la trama alle esigenze di copione.

CSW: Nei tuoi libri oltre ai morti ci sono ovviamente i vivi, con i loro sentimenti e le loro passioni che spesso fanno dimenticare di aver a che fare con un’indagine per omicidio. Qual’è il vero segreto per sdrammatizzare la morte in un libro?

RM: Io non lo so esattamente, voglio dire non ho una ricetta ma, dato che non ho mai visto un morto ammazzato, come tendo a sospettare il 99% dei miei colleghi, per onestà intellettuale non esagero mai con i particolari, insomma, racconto quello che c’è intorno e meno quello che c’è dentro o sopra un cadavere.

CSW: Parlando sempre di modi di morire in un libro, sai già come morirà il tuo prossimo personaggio?

RM: Ti posso solo dire che non morirà di noia, come cerco di far sì che non capiti ai miei lettori.

CSW: Grazie per essere stata con noi assieme alla stupenda commissario Gillo nella classifica dei Cento modi di morire in un libro.

RM: Grazie a te per avermi coinvolta, anzi, per averci: Barbara e io.

 La classifica dopo 30 libri

cc CSide Writer – Marco Ischia

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